Departure Chandelier – Antichrist Rise To Power

0
407

Spesso imbattersi in certe bands e determinati dischi è davvero un piacere e ciò lo dobbiamo anche alla Nuclear War Now! che, tra le altre, fa un minuzioso lavoro di valorizzazione dell’underground andando, se non a scoprire, a riesumare e recuperare, con grande professionalità, dischi, in origine solo autoprodotti, che sono stati dimenticati o sono semplicemente andati esauriti e divenuti introvabili. Detto ciò ed elogiato il pregevole impegno di questa fantastica etichetta, è il turno dei canadesi/americani Departure Chandelier del loro disco di debutto “Antichrist Rise To Power”, che mai venne pubblicato e, nonostante abbia quasi un decennio sul groppone, vede la luce solo adesso. Se si va ad analizzare la discografia della band, questa consta di un demo edito del 2011 e di uno split del 2017. Ora possiamo finalmente avere tra le mani quest’opera maligna che trasuda sangue vero, di battaglie e lotte, raccontando le gesta del più grande Napoleone mai esistito. La bella cover ci fa capire subito che abbiamo a che fare con un lavoro che va ben oltre i classici standard: un Napoleone ormai defunto, disteso sul letto di morte, in alta uniforme, presso la Longwood House sull’Isola di Sant’Elena, dove trascorse i suoi ultimi anni di vita in esilio. “Antichrist Rise To Power” è una violenta dichiarazione di fedeltà al dominio dell’Imperatore più famoso di Francia, raccontandone i fasti della gloriosa battaglia di Marengo e la sua ossessiva e sconfinata ricerca dell’onore passando per i suoi cruenti combattimenti per non fermare mai la sua ascesa, sino ad arrivare alla nobile accettazione dell’esilio forzato lungo le scogliere frastagliate di Sant’Elena, l’ineluttabile gelo della cella della prigione e, infine, la morte sulla stessa isola.

Il disco è un autentico viaggio nella vita dell’Imperatore che viene dipinto come l’anticristo, in una trasposizione affascinante che rende l’opera oscura e, a tratti, agghiacciante: la sua incoronazione e la sua conseguente ascesa (leggasi appunto come l’ascesa dell’anticristo sulla terra), che lasciava i territori dove passava bagnati di sangue; il trionfo di un soldato che diventò Imperatore divinizzato e adorato per poi essere confinato e cacciato, dal fasto nobiliare alle fredde prigioni; tutto ciò prende forma in melodie tetre e agghiaccianti che i Departure Chandelier sapientemente articolano lungo le otto tracce del loro debut album. Ma, oltre che essere racconto storico, “Antichrist Rise To Power” è pure musica, vero e micidiale black metal di prima categoria. I Departure Chandelier confezionano un album che, oltre a racchiudere un affascinante spaccato storico sull’Imperatore francese reinterpretato in maniera occulta, contiene otto tracce (di cui un’intro e un’outro) di puro black metal old school di matrice sinfonica e atmosferica. Le coordinate sono prettamente anni novanta; c’è una marcata influenza dei maestri Bathory ma i nostri vanno a prendere a piene mani anche da ciò che fu negli anni passati la classica scuola black metal francese e quindi da gruppi come Osculum Infame, Bekhira, Chemin De Haine, Cantus Bestiae e Machiavel. L’intro ci prende per mano e ci accompagna sulle terre insanguinate da battaglie feroci, dove l’Imperatore non dava scampo ai suoi nemici, per poi esplodere in “Life Escaping Through The Candle’s Smoke”, autentica bordata black vecchia scuola, con un riff che sembra distorto da un Bontempi, accompagnato successivamente da imperiose tastiere, che ne seguono le trame, arricchendo la composizione e rendendola epica e marziale.

Le tastiere appunto: strumento che ha una fondamentale importanza per tutta la durata del disco, creando quella giusta opposizione tra la furia delle chitarre e della voce lacerante rispetto al loro audace e pomposo incedere, quasi a sottolineare l’eleganza e lo sfarzo nel quale l’Imperatore viveva, a dispetto dell’irruenza delle sue battaglie e della sua sete di potere. Ogni singola traccia è un continuo scambio tra melodie e brutalità, basta ascoltare la fiera e guerrafondaia “Catacombs Beneath The Castle Of The Marquis” o l’epica e brutale “A Sacrifice To The Corsica Antichrist”, autentici gioielli della corona perduti che oggi, grazie alla Nuclear War Now!, potremmo gustarci in tutta la loro oscura ma elegante brutalità. La produzione è di quelle ignoranti ma sincere, di quelle che trasudano onestà e attaccamento alla sacra fiamma occulta del metal underground per eccellenza: leggenda narra che questo disco fu registrato in un seminterrato dietro il Marble Cemetery di New York (il più antico cimitero della città), istituito come deposito per i morti nel 1831, appena un decennio dopo la morte di Napoleone. La registrazione riesce a catturare i migliori elementi del black metal grezzo e oltranzista, lasciando le chitarre taglienti e acide e fornendo allo stesso tempo profondità ed equilibrio, grazie al sapiente uso delle tastiere, nonostante i suoni siano lungi dall’essere puliti e al passo con i tempi. A conti fatti, dopo vari ascolti di questo “Antichrist Rise To Power”, possiamo dire di essere davanti a un cimelio, una testimonianza, un lascito di una band che ci auguriamo abbia ancora tanto da dire. Un disco tetro ma al contempo elegante. Un saggio sull’ascesa, sul trionfo e sul declino, sino arrivare alla morte, del più grande Imperatore di tutti i tempi, raccontato con una tetra visione e accompagnato da una colonna sonora che vi farà piombare nei più profondi inferi che la mente possa concepire.