Gli italiani Thecodontion hanno esordito lo scorso anno con il quasi omonimo debutto “Thecodontia”, al quale fa seguito in questi giorni l’ep “Jurassic”. La loro proposta è un brutale death/black metal, caratterizzato da un concept davvero molto particolare e dalla totale assenza di chitarre. Abbiamo scambiato qualche parola con G.E.F. e G.D., rispettivamente voce e bassi della band, per addentrarci più in profondità nell’universo preistorico del gruppo, scoprirne le influenze musicali ed i progetti per il futuro. Buona lettura!

Volete raccontarci la storia del progetto Thecodontion?

[G.E.F.] Per raccontarti in breve i Thecodontion, l’idea di unire metal estremo senza chitarre e certe tematiche in realtà risale attorno al 2014-2015. Per un po’ l’idea è rimasta solo sulla carta, inizialmente avevamo anche idee diverse sul nome da utilizzare. Poi nel 2016 ho scritto i pezzi che sono andati a formare la demo e l’EP, e grazie al lavoro di cesellatura e rifinitura compiuto da G.D. li abbiamo completati, per poi registrarli nel 2017. Dopo l’uscita di “Thecodontia” (febbraio 2018, per l’etichetta norvegese Gravplass Propaganda, release limitata a 100 copie in cassetta), abbiamo cominciato a suonare live sul finire del 2018 grazie all’apporto di due session (L.S. al secondo basso, V.P. alla batteria) e ora siamo giunti alla nostra seconda release, che è per l’appunto “Jurassic”. Ecco, riassumendo molto questo è stato il percorso dei Thecodontion sino ad oggi.

Domanda forse banale ma doverosa. La prima cosa che mi ha incuriosito è il vostro concept abbastanza atipico, che tratta di fossili, creature preistoriche (con tanto di nomenclatura tassonomica e descrizione particolareggiata) ed ere geologiche. Com’è nata questa idea e con quale intento?

[G.D.] Mi sono sempre interessato a queste tematiche sin da quando ero bambino, inoltre mi affascinano i progetti con concept singolari, rispetto alle solite tematiche trite e ritrite. I fossili e le creature preistoriche a mio avviso si adattano bene a delle atmosfere primitive di certo metal estremo. Allo stesso tempo non mi andava di scrivere testi banali sui dinosauri come se fossero un meme, o in maniera infantile e superficiale, e poichè mi interessa anche la parte scientifica dell’argomento ho adattato ciò che ho trovato riguardo alle creature che trovavo più interessanti (ad esempio i cosiddetti tecodonti, da cui nasce il nostro nome) in versi, cercando di rendere il tutto un po’ più “poetico”.

[G.E.F.] Mi sento di aggiungere che l’idea originaria che avevo in mente verteva sulla preistoria in senso più generico. G.D. mi ha poi proposto di costruire un concept più particolareggiato, dedicandoci più alle creature preistoriche che dominavano la Terra prima dell’avvento dell’uomo. L’idea mi è piaciuta e l’ho sposata in pieno.

Un’altra particolarità che vi riguarda è sicuramente l’assenza della chitarra, sostituita da due bassi, più un terzo per gli assoli. Il tutto produce un suono molto distorto e primitivo. Necessità contingente o scelta voluta?

[G.D.] Entrambe le cose, non so suonare bene la chitarra e non ne ho una decente per registrare, ho sempre suonato il basso come strumento principale, inoltre volevamo mantenere la cosa “inter nos”, senza cercare troppi session esterni. In effetti sapevamo però che in tal modo sarebbe venuta fuori una cosa primitiva e caotica per il genere che volevamo proporci di fare, per cui abbiamo anche colto la palla al balzo. C’è anche da dire che una band senza chitarre non è una cosa che si vede tutti i giorni e speravamo di poterci contraddistinguere anche così.

Quali sono le principali differenze tra il vostro primo lavoro “Thecodontia” e l’ultimo ep “Jurassic”, posto che entrambi sono stati registrati durante la stessa sessione?

[G.E.F.] Le differenze sono soprattutto sotto il profilo del concept: la demo era incentrata sui tecodonti, creature dalle quali prende anche il nome la band. L’EP invece è dedicato a quattro creature del Giurassico. In particolare ci tenevamo a pubblicarlo su vinile perché le prime due tracce vertono su due pterosauri, le altre due su due sauropodi, pertanto i brani si prestavano perfettamente a essere suddivisi su due lati. Insomma, anche la scelta del formato non è stata casuale. Da un punto di vista meramente sonoro, ti posso dire che – sebbene il materiale di demo ed EP sia molto simile – su “Jurassic” sono presenti i pezzi più violenti e diretti dell’intera sessione.

Tra le vostre principali fonti di ispirazione citate Blasphemy, Revenge, Teitanblood, Archgoat e Antediluvian. Ritenete questi gruppi importanti per la vostra formazione musicale o semplici influenze “momentanee”? Ci sono altre bands che hanno contribuito ad influenzare il vostro sound?

[G.E.F.] Domanda interessante. Effettivamente sul nostro materiale futuro la nostra “forma canzone” sarà un po’ diversa, con pezzi più lunghi ed elaborati e – di conseguenza – con delle coordinate musicali diverse rispetto al passato. Ti direi dunque che quelle che hai citato sono influenze sì momentanee, ma a cui comunque non rinunceremo del tutto e che fanno parte di un certo background che ci appartiene. In particolare gli Antediluvian sono stati un’ispirazione non solo sonora, ma in parte anche a livello di immaginario. Sia io che G.D., tuttavia, ascoltiamo molta musica anche (soprattutto?) al di fuori del metal, per cui c’è tutta una serie di influenze che va oltre certe band.

Com’è nata la collaborazione con Andy Cunningham (chitarrista dei Malthusian), che ha realizzato il vostro logo, simile anch’esso ad una specie di fossile preistorico?

[G.D.] Seguo Andy su Facebook da qualche anno e ogni tanto mi è capitato di conversarci, quando gli ho fatto ascoltare il primo materiale di Thecodontion si è subito mostrato affascinato. Una sera mi ha chiesto se avessimo già un logo, io risposi di no e lui in pochi minuti ha realizzato quello che è il nostro logo attuale, tra l’altro in maniera completamente gratuita (per cui gli dobbiamo come minimo una fornitura a vita del nostro materiale). E’ nel suo stile realizzare loghi leggermente asimmetrici e devo dire che si adatta benissimo alla nostra musica.

Vi siete già esibiti dal vivo o avete intenzione di farlo?

[G.E.F.] Sì, come ti dicevo prima abbiamo debuttato live alla fine del 2018. Si è trattata di una bella occasione perché abbiamo suonato insieme a ottime band come gli amici Bedsore, i Verano’s Dogs e i Sepolcro. Poi a inizio 2019 abbiamo fatto un mini tour italiano con Bedsore e Seventh Genocide, e a febbraio abbiamo diviso il palco con Antropofagus, Nihilo e Gravestone. Come ti dicevo, i concerti sono possibili grazie alla presenza di due session, L.S. al secondo basso e V.P. (che suona anche nei già citati Verano’s Dogs e Seventh Genocide) alla batteria. Suonare live comunque ci piace e se capita una bella occasione cerchiamo di approfittarne.

Quanto è difficile per una band come la vostra trovare spazi adeguati (in ogni senso) per registrare musica e proporla al pubblico in un paese irrimediabilmente refrattario (o quasi) al metal come l’Italia?

[G.E.F.] Diciamo che è una cosa che ha le sue difficoltà, anche perché, come sappiamo, di musica in questo ambiente non si campa e nella vita ci sono di mezzo tante altre cose. Ti dirò comunque che per fortuna il mondo è grande e – anche grazie a internet – si può raggiungere potenzialmente un certo seguito anche all’estero. Chiaramente in questo discorso ci sono varie facce della medaglia, ma che l’Italia non sia un Paese molto avvezzo al metal (figurati a questo tipo di black/death metal!) non lo scopriamo certo oggi.

Volete dirmi qualche parola sugli altri progetti che vi vedono coinvolti (Batrakos, Framheim, Perpetuum Mobile, di cui peraltro è uscito di recente l’ep di debutto “Paradoxa Emblemata”)?

[G.D.] In Batrakos si è recentemente unito alla formazione anche il nostro amico Kenneth Parker, ex bassista dei Pillorian e capo di Glossolalia Records, che distribuirà “Jurassic” (prossimo EP di Thecodontion) in America. Al momento stiamo lavorando su un EP che unirà black/death metal, noise e campionamenti.

Framheim è black atmosferico a tema spedizioni antartiche, la prossima demo è dedicata alla corsa al Polo Sud e ci saranno grosse novità per quanto riguarda la nuova lineup e aggiunte stilistiche.

Perpetuum Mobile è un progetto-concept black-grind su un’altra tematica che mi affascina molto: gli emblemi medievali. Tutto l’EP si basa sul “Paradoxa Emblemata” del mistico D.A. Freher, un libro di emblemi a tema religioso e alchemico. I testi sono ricavati dalla descrizione di alcuni emblemi, così come gli artwork all’interno della cassetta. Probabilmente resterà un progetto one-shot, ma vedremo in futuro.

Personalmente ho anche altri due progetti, Quilmoloncm e Deathvoid: il primo è basso distorto e voce improvvisati, il secondo è raw black/noise costruito su campionamenti, ma al momento la priorità su nuovo materiale in lavorazione resta su Thecodontion.

[G.E.F.] Voglio ricordare anche Veia, altro progetto in cui siamo entrambi coinvolti e del quale non si parla mai perché l’unica release risale al 2012. Si tratta del mio primo progetto e in realtà è ancora attivo, c’è un album scritto da anni ma che, per varie ragioni, non siamo ancora riusciti a registrare completamente. Puntiamo comunque a finire di registrarlo e a pubblicarlo prima o poi; per il futuro si vedrà, anche se effettivamente esiste altro materiale già scritto…

Cosa dobbiamo aspettarci dai Thecodontion in futuro? Ci sarà un’evoluzione nel vostro sound?

[G.D.] Al momento stiamo finendo di scrivere il nostro primo full length, mancano alcuni arrangiamenti e testi, pensiamo di registrare intorno a giugno. Ci sono anche un paio di tracce pronte per degli split, anche se per ora non posso dirti con chi! I pezzi sono decisamente più lunghi e complessi rispetto a quelli usciti finora e credo che continueremo in questa direzione, per il full abbiamo in mente una cosa abbastanza ambiziosa.

Lascio a voi concludere come meglio credete…

[G.D.] Grazie mille per lo spazio concessoci, speriamo di far incuriosire sempre più ascoltatori parlando del nostro concept e della nostra musica!

[G.E.F.] Grazie anche da parte mia. Vi raccomando di seguire le nostre attività sui vari social.

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