Krigere Wolf – Eternal Holocaust

0
504

Sesta fatica in studio per i catanesi Krigere Wolf, band attiva da una decina d’anni e con alle spalle ben tre lavori sulla lunga distanza (“The Ancient Culture To Kill”, “Sacrifice To Valaskjàlf” e “Infinite Cosmic Evocation”, pubblicati rispettivamente nel 2012, nel 2014 e nel 2016), oltre ad un paio di split. “Eternal Holocaust” è un ep della durata di circa mezz’ora, che ci consegna un gruppo in ottima forma e con le idee decisamente chiare sulle coordinate stilistiche della propria musica, che si sostanzia in un black/death metal vecchia scuola, senza fronzoli ma ricco di sinistre melodie, che non fanno altro che colorare di nero l’atmosfera diabolica e sulfurea veicolata dall’impatto devastante dei pezzi. I nostri, che in passato hanno vissuto diversi cambi di line up, sono ora un duo composto da Rick Costantino e Salvatore Leonardi. Sulla nuova formazione a due e sulla composizione di questo nuovo lavoro lo stesso Rick Costantino ha avuto modo di dichiarare: “L’album è stato concepito esclusivamente da me e Salvatore Leonardi, abbiamo provato tantissimo insieme per raggiungere il risultato finale. Ad agosto del 2018 siamo entrati al Morning View Studio a Ragalna (CT), cominciando le riprese di batteria, per poi proseguire nei mesi successivi agli altri arrangiamenti di chitarra e basso e infine le voci. Il tutto è stato ultimato nel mese di dicembre, giusto il tempo di entrare in contatto con la label. Stiamo lavorando con la formazione live, abbiamo in vista qualche concerto in cui presenteremo questo nuovo lavoro”.

Il disco è carico di violenza senza compromessi ma non sfocia mai nella brutalità cacofonica e fine a sé stessa; si tratta piuttosto di un compendio di aggressività espressa attraverso canzoni ben strutturate, che lasciano intuire un certosino lavoro compositivo e la cura di ogni dettaglio: da un lato la furia cieca che tracima in colate di blast beats sanguinolente, nel funesto e bestiale cantato in screaming/growling ed in alcuni fulminei ed improvvisi assoli di ispirazione slayeriana che costeggiano qua e là i pezzi; dall’altro le preziose trame melodiche tessute dalle chitarre, che lasciano spesso e volentieri trasparire un mai sopito retaggio heavy metal; il tutto intimamente connesso in un amalgama fluido e naturale, dove le varie anime compositive della band sono sempre ben equilibrate e mai solo giustapposte. Insomma un lavoro maturo, che mette in evidenza capacità tecniche e chiarezza d’intenti, senza vergognarsi di lasciar emergere le proprie influenze e di pagare, quando necessario, il dovuto tributo ai propri numi tutelari. Ed ecco allora che vengono alla luce riferimenti alle atmosfere torbide e morbose della (neo)classica scuola death/black polacca (soprattutto a gruppi come Kriegsmaschine e Mgła) e a quella svedese dei mai dimenticati anni novanta: la cover di “Night’s Blood” dei Dissection posta in chiusura non è certamente lì per caso e sta quasi a significare la volontà dei Krigere Wolf di costruire un ponte ideale o comunque di rappresentare una certa continuità tra la loro attuale proposta e quella che fu la musica della band di Jon Nödtveidt.

I Krigere Wolf sono però degli artigiani abilissimi e non si limitano a ricalcare le orme di coloro che li hanno preceduti o che oggi dettano legge: pezzi ricercati ed articolati ma al tempo stesso capaci di trasmettere un immediato coinvolgimento emotivo come l’oscurissima e devastante title track o l’altrettanto furibonda “Vision Of Death” sono lì a dimostrare che i nostri sono in grado di spaziare a piacimento in lungo e in largo nei vasti territori del metal estremo, con grande padronanza di mezzi. A proposito del sound e del concept di “Eternal Holocaust” vale la pena citare ancora una volta e conclusivamente le parole di Rick Costantino: “Siamo arrivati al decimo anno di vita dei Krigere Wolf, è un anno importante e vogliamo fare uscire un buon lavoro, un lavoro competitivo e che possa piacere a tutti gli ascoltatori di metal estremo. Eternal Holocaust è un breve ma intenso massacro ai timpani, una devastazione a tutti gli effetti, pur mantenendo le melodie che hanno sempre caratterizzato il suono dei Krigere Wolf. I testi, in maniera metaforica, quasi poetica, non fanno altro che evocare la morte e la distruzione di tutta l’umanità, in un vortice di fuoco, un rogo universale, il tutto mentre racchiudi la mente in una meditazione trascendentale all’interno degli oscuri abissi cosmici. Il tutto è assolutamente ancestrale, primordiale e avvolto in un sound che rievoca l’eco delle Vachirie nel Valhalla”. Descrizione assolutamente calzante, che mette in evidenza le molte caratteristiche positive di questo dischetto, che non potrà che fare la gioia di tutti gli amanti del metal estremo e delle più varie divagazioni black/death in salsa melodica, condite da un’energia oscura e da una resa sonora davvero infernale. Ascolto caldamente consigliato.