I siciliani Krigere Wolf hanno da poco dato alle stampe la loro ultima fatica, ovvero l’ep “Eternal Holocaust”, lavoro che sorprende per la capacità di unire con estrema naturalezza violenza compositiva ed infernali melodie. Abbiamo deciso di scambiare qualche parola con Rick Constantino e Salvatore Leonardi, i due componenti della band, per fare il punto della situazione e indagare più a fondo nell’universo dei Krigere Wolf. Quella che ne è scaturita è questa interessante intervista, che ci rivela due musicisti con le idee chiare ed anche molto disponibili. Buona lettura…

I Krigere Wolf sono in giro ormai da circa dieci anni. Volgendo per un momento lo sguardo al passato, mi vuoi raccontare la storia del progetto? Qual è il significato del moniker?

Rick: I Krigere Wolf sono nati nel 2009 e la storia del progetto è alquanto ingarbugliata, in quanto abbiamo, purtroppo, subito parecchi cambi di line up. Adesso ci siamo un attimo assestati con l’ingresso di Salvatore Leonardi alle chitarre, scegliendo una formazione a due in studio, e a tre dal vivo, con Salvatore Martino Testa come batterista session. Durante gli anni abbiamo variato molte cose, oltre la line up, anche lo stile musicale e la produzione, via via raggiungendo piccoli miglioramenti sia compositivi che tecnici. Come dicevo poc’anzi, la band nacque nel 2009, da un’idea mia, poi supportata dal primo chitarrista che ha suonato in questa band, Giorgio Cantagallo, con il quale ho avuto modo di collaborare per parecchi anni. L’idea era di suonare in studio, comporre e registrare, ma senza suonare dal vivo, fin quando non ci è stato proposto di fare qualche concerto e da lì ci siamo mossi per ampliare la formazione, trovando un batterista. Krigere Wolf significa “Guerriero Lupo”, moniker che mi è venuto in mente durante un viaggio “meditativo” nelle oscure e nebbiose Alpi. Successivamente, in vista di ulteriori concerti e registrazioni, la band ha subito altri cambi di line up, con l’ingresso di Salvatore Martino Testa alla batteria, che per motivi personali ha dovuto lasciare la band qualche anno dopo, e Francesco Bauso alle chitarre, il quale ha militato nei Krigere Wolf per qualche anno, suonando nell’album “Sacrifice To Valaskjàlf” insieme al batterista session Riccardo Grechi, album che uscì grazie all’etichetta sudcoreana Fallen Angels Productions. In seguito a questi cambi di line up, ho deciso per un periodo di portare avanti la band da solo, facendo uscire sempre tramite la stessa etichetta, uno split album, come one man band. In un secondo tempo, mi hanno nuovamente proposto di suonare dal vivo, e quindi ho dovuto darmi da fare nel cercare qualcuno serio con il quale portare avanti la band. Fu qui che nella entrarono a fare parte dei Krigere Wolf Salvatore Leonardi, Gabriele Catania (voce) e Dario Petralia (batteria), formazione di “Infinite Cosmic Evocation”, sempre prodotto dalla stessa label. Dopo circa un anno, ho deciso in definitiva d sedermi dietro le pelli, e da qui gli ultimi due lavori in studio: lo split album con i Sabbat (Giappone), e l’ultimo MCD “Eternal Holocaust” prodotto stavolta dalla label polacca Lower Silesian Stronghold” Diciamo che ho sintetizzato parecchio il tutto, ma come puoi vedere, storia alquanto complessa ehehehe.

Ti va di descrivere brevemente i tre album da voi pubblicati e di sottolinearne le caratteristiche principali e le differenze a livello di stile, di produzione od altro?

Rick: “The Ancient Culture To Kill,” primo full della band e prodotto dall’etichetta italiana Armed God Records, è un album completamente diverso dal punto di vista dello stile e della produzione. Diciamo che risulta essere un mix di generi, con furiosi blast beat, cavalcate epiche classiche dell’heavy metal e del power metal old school, parti in mid tempo, parti thrash ecc. La produzione ancora oggi, non mi lascia molto soddisfatto, infatti, se potessi rifarei tutto quest’album di sana pianta, ma un po’ come farei con tutti gli album, diciamo che è normale ehehe. Con gli anni abbiamo abbandonato le parti in cui trovavi soprattutto le cavalcate heavy metal miste al black, concentrandoci di più sull’estremizzare il tutto, sia a livello di stile che di tematiche, esempio che darà il singolo “Victory Of Satan’s Warriors”, tre brani registrati in presa diretta, suono molto grezzo e aspro, ma classico del black metal, autoprodotto. Con gli anni abbiamo migliorato il nostro sound, cosa che non ha convinto molti, ma io penso che sia importante stare al passo coi tempi e sfruttare i progressi tecnologici dei giorni nostri. Mi sono un po’ rotto le palle di chi mi dice che il black metal bisogna suonarlo con un microfono panoramico che riprende tutto. Siamo nel 2019 e per me stare al passo con il sound di oggi è importante. Sì è anche vero che il genere è nato come una sorta di protesta alle ottime produzioni che aveva il death metal, ma non siamo più nel 1986. “Sacrifice To Valaskiàlf” già ne è un esempio, dove troviamo un mix più curato rispetto ai precedenti lavori e masterizzato all’Endarker Studio in Svezia. Infinite “Cosmic Evocation” presenta suoni ulteriormente migliorati e curati nei dettagli, mixato e masterizzato sempre da Magnus Devo Andersson. Album più introspettivo, con parti anche lente e dalle tematiche e composizioni primordiali e oscure. Successivamente, con il mio ingresso come batterista le cose sono cambiate. Sono un amante della velocità, dei blast beat a 260 BPM, e quindi automaticamente la composizione dei riffs è cambiata e il risultato che è venuto fuori è quello che puoi ascoltare nello split album del 2018 e nell’ultimo MCD “Eternal Holocaust”, appena uscito.

Mi piacerebbe anche sapere qualcosa sullo split che avete pubblicato nel 2018 in compagnia degli storici giapponesi Sabbat, che mi incuriosisce molto ma che non ho ancora avuto modo di ascoltare…

Rick: Diciamo che è stato un grosso onore per noi vedere il logo della nostra band accanto a quello di una band così importante a livello mondiale. Sono occasioni che non capitano tutti i giorni. Questo grazie all’etichetta sudcoreana Fallen Angels Productions, che ha stretti rapporti con i Sabbat. Abbiamo suonato quattro brani, due nuovi “Dawn Of Emptiness” e “Killing Supremacy” e due vecchi “Unholy Magical Throne” e “Blood To the Wolves”, questi ultimi riarrangiandoli con un’accordatura più bassa e velocizzandoli notevolmente. Spero più in là di poter rifare un’esperienza del genere con qualche altra band del calibro dei Sabbat, cosa che tra l’altro dà parecchia visibilità a livello internazionale.

Venendo al presente, è da poco fuori il vostro nuovo ep “Eternal Holocaust”. Quali sono i primi riscontri? Siete soddisfatti del lavoro svolto? C’è un concept di fondo che lega le tracce presenti in questo disco?

Rick: per quanto concerne i primi riscontri, beh devo ammettere che siamo abbastanza soddisfatti, pare che il lavoro sia stato apprezzato dalla maggior parte degli ascoltatori. È chiaro che non potrà piacere a tutti, ma anche questo fa parte del gioco. Per quanto riguarda il lato tecnico di quest’album, devo dire che siamo contenti del risultato finale. “Eternal Holocaust” è un concentrato di violenza e malignità, ogni traccia è legata all’altra come se fosse un vortice che gira come una centrifuga impazzita. Anche qui abbiamo scelto di riarrangiare un brano vecchio, “Vision Of Death”, con accordatura più bassa e velocizzando il tutto all’estremo. Anche la scelta della copertina ha un suo significato, avendo deciso di omaggiare i Dissection con la cover di “Night’s Blood”. Difatti la copertina, così come quella di “Storm Of the Light’s Bane”, senza considerare i particolari, rappresenta la morte sul destriero in una valle paludosa, deserta, vuota. È stata una grossa sfida per noi suonare questo pezzo, ma onoratissimi di aver reso omaggio ad una band così importante.

Com’è nata la collaborazione con la polacca Lower Silesian Stronghold?

Rick: Purtroppo, al momento la collaborazione con la Fallen Angels Productions è in stand by. Abbiamo deciso così di puntare più in alto, proponendo i nostri pezzi a molte etichette, che per motivi legati al forte ritardo in cui gli abbiamo proposto di collaborare, non hanno potuto soddisfare le nostre esigenze. Lower Silesian Stronghold ha invece creduto in noi ed è stato questo un grosso onore, essendo comunque una label importante nel panorama underground. Siamo felici di aver trovato un’etichetta in Europa, il che ci può consentire una maggiore promozione e divulgazione della nostra musica, senza nulla togliere al grande lavoro che ha svolto la Fallen Angels Productions in passato.

“Eternal Holocaust” è un lavoro carico di devastante violenza, bilanciata però da una massiccia dose di melodia. Pensi che sia questa la fotografia degli attuali Krigere Wolf?

Salvo: Personalmente penso che la coesistenza di sonorità violente, graffianti e di altre più riflessive e “ricamate” sia uno dei tratti che più ci contraddistingue. Cerchiamo in ogni lavoro , qualsiasi sia la base di partenza , di dare sempre il giusto equilibrio ed il giusto rilievo ad ogni parte per trasmettere la nostra visione del pezzo. Siamo sempre alla ricerca del giusto equilibrio tra sonorità violente e decise e di altre più particolari dal sentore melodico ma sempre più maligno.

Come nasce un pezzo dei Krigere Wolf? Quali sono le vostre fonti di ispirazione?

Salvo: Solitamente partiamo da idee di Rick o mie, che durante la fase di composizione in sala prove vengono spesso stravolte e modificate fino a quando non siamo completamente soddisfatti al 100%. Spendiamo molto tempo ed attenzione nel comporre un brano, cercando di non lasciare al caso nemmeno il più piccolo dei particolari. Tutti i riff, le melodie, le ritmiche e le parti vocali sono lì per un preciso motivo , è li che devono stare.

Tra le vostre influenze è impossibile non citare i Dissection, che tra l’altro avete esplicitamente omaggiato, come già detto, con la cover di “Night’s Blood”. Quanto sono stati importanti dischi come “The Somberlain” e “Storm Of The Light’s Bane” per la vostra maturazione come musicisti? E quanto è importante il lato melodico nel vostro sound attuale?

Rick: Hai azzeccato esattamente il punto con questa domanda. Diciamo che ti sei quasi risposto da solo ehehhe. La nostra musica è ricca di violenza, di oscurità, ma anche di tanta melodia. Amiamo comporre brani che devono rimanere impressi nella testa di chi ascolta. Questa caratteristica ho capito che è molto importante nel metal. I Dissection erano una band perfetta. Violenti, cattivi, malignità pura, ma il tutto era contornato da una melodia unica. Per melodia non si intende quella roba smielata vomitevole, ma melodie che provengono dall’oltretomba e Jon Nödtveitd era un maestro in questo. Si chiaramente i dischi da te sopra citati mi hanno cambiato assolutamente il modo di intendere il metal e di conseguenza il modo di comporre.

Ci sono altri gruppi o correnti stilistiche che menzioneresti tra le vostre influenze? (Personalmente ho percepito un certo retaggio heavy metal classico, che ho molto gradito…)

Rick: In passato si, c’era molta influenza heavy metal, come dissi prima, soprattutto nel primo full lenght. Beh come non prendere ispirazioni da band come Iron Maiden o Judas Priest, i fautori di tutto. Non vuol dire che se suoni black metal non puoi ispirarti a band del genere. Le nostre più grandi influenze rimarranno comunque sia band come Bathory, Venom, Watain ecc. Chiaramente abbiamo acquisito una nostra personalità che non ha niente a che vedere con le band sopra citate. Cerchiamo sempre di creare qualcosa che possa piacere a tutti i metallari, dagli amanti dell’heavy metal classico a quelli più estremi.

Vi siete già esibiti dal vivo? Com’è un live dei Krigere Wolf? Avete in programma dei concerti per promuovere il vostro nuovo lavoro?

Salvo: Sì, ci siamo già esibiti diverse volte dal vivo. Durante i nostri live cerchiamo di creare un ambiente che catapulti il pubblico direttamente nel nostro concept. Anche qui cerchiamo di non lasciare nulla al caso: scaletta, suoni, luci, location , scenografia e vestiario sono tutte cose che scegliamo con cura e criterio. Ci stiamo già preparando per i prossimi live e abbiamo già qualche bella novità da presentare!

Quant’è difficile suonare black metal in una regione come la Sicilia, che non credo offra particolari opportunità ai gruppi come il vostro? Eppure c’è una scena locale molto viva a livello underground…

Rick: Beh, in Sicilia ci sono moltissime band valide, al momento tra l’altro si stanno risvegliando molte realtà. Però è anche vero che non ci si supporta per nulla, c’è molta invidia, molta falsità, ognuno tende a tirare acqua per il proprio mulino, senza dare magari opportunità ad altri. La meritocrazia, ma questo è un problema penso generale e non solo della mia regione, è andata ormai a farsi fottere. Se non sborsi i soldi, purtroppo oggi non vai avanti, e noi preferiamo rimanere quasi quasi nel nostro hinterland, piuttosto che leccare i culi a certe teste di cazzo che ti chiedono anche solo 20 euro per farti una recensione di un disco o un’intervista. Non posso credere che ancora ci sia gente che riesca a proporti cose del genere. Roba da matti.

Cosa dobbiamo aspettarci dai Krigere Wolf per l’immediato futuro? Avete in cantiere altri lavori?

Rick: Certo, abbiamo già idee e brani pronti per il futuro. L’unica cosa da decidere è capire come muoverci, se realizzare qualche altro split, o fare un singolo o un full lenght. Su questo stiamo ragionando parecchio. Per il momento diciamo che ci stiamo concentrando a preparare un’ottima performance live, in vista dei concerti che ci aspettano.

Come di consueto, vi lascio concludere l’intervista come meglio credete…

Rick: Ti ringrazio molto per questa bella chiacchierata, spero avremo modo di poterci risentire o magari un domani parlare di presenza con un bel boccale di birra in mano ehehehehe. A presto!!!!!!666