Rotting Christ – Sanctus Diavolos

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Nuovo album per la band ellenica; dopo un passsato fatto di soli alti, i “Rotting Christ” si sono dovuti confrontare con l’uscita improvvisa dall’underground. Sicuramente ciò non ha intaccato la libertà compositiva dei Nostri che, per l’appunto, hanno saputo sfornare sempre dischi diversi. Non fa eccezione questo “Sanctus Diavolos”, dal sapore sinfonico, conferito dal coro di cui si sono avvalsi in questa occasione e dall’arricchimento del sound con parti ambient. L’album parte con tre pezzi particolarmente tirati, la particolarità è che tutti e tre possiedono un riff portante di base comune, facendo spesso cadere l’ascoltatore in un senso di deja-vù. Questa parte iniziale è quella più canonica, con l’avanzare della musica inizia a predominare insistente una certa sperimantazione di fondo… e allora affiorano parti recitate con sfondi di dark ambient, malefiche litanie che fondono un sound derivato dall’industrial, il tutto condito con riffing di metal classico e cori gregoriani, senza contare i soli di chitarra di gusto. I Nostri non si fermano mai nell’osare e, anche se a volte pare che facciano un passo più lungo della gamba, spesso riescono a risultare vincenti nelle loro scelte. Quasi 50 minuti su questi binari possono, in alcuni frangenti, far risultare il lavoro un po’ pesante, però la scelta è mirata anche perché l’atmosfera solenne e inquietante che aleggia per tutto l’album ha bisogno di tappeti consistenti e ricchi di sfumature. Un disco strano, che mantiene un ottimo livello qualitativo ma che risulta penalizzato da alcune scelte non azzeccate. In fondo questo è il prezzo da pagare per chi vuole osare ad ogni costo, per chi fa musica fregandosene delle mode. Visto con questi presupposti il lavoro assume un’altra prospettiva di gradimento… date un ascolto a questo “Sanctus Diavolos”, potrebbe piacervi e stupirvi, allo stesso modo potreste odiarlo. Un album coraggioso e affascinante!