Daemoni – Black Tyrant

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Grazie all’etichetta colombiana Goathorned Productions vede la luce (delle tenebre) questo “Black Tyrant”, seconda fatica sulla lunga distanza per i Daemoni, band proveniente da Bogotà ed attiva da circa un decennio, che aveva esordito nel 2011 direttamente con il full length “Stillborn Redeemer”, sotto l’egida della stessa casa discografica, piuttosto attiva nello scovare e promuovere realtà underground, connazionali e non solo, legate a doppio filo ad una visione musicale particolarmente ortodossa e ferale. Ed a questa costante non sfuggono i nostri, tra le cui fila militano personaggi già ampiamente attivi nella scena underground colombiana, in gruppi davvero delicatissimi come Nosferatu, Divine Prophanity, Inoculation, Disenterror ed i forse più noti Horncrowned (qui la recensione del loro secondo lavoro, “Satanic Armageddon”). Rispetto al classico sound sudamericano, fatto di bestialità e violenza incontrollate, la cui influenza è comunque ben presente nella musica dei nostri, i Daemoni mettono in mostra un approccio più ragionato, ma anche più freddo e pungente, e dimostrano di avere appreso e metabolizzato alla perfezione la lezione del black metal di scuola nordeuropea, in particolar modo di quella svedese, proponendoci un lavoro veloce e tagliente, caratterizzato da pezzi devastanti ma anche piuttosto dinamici, che mettono in evidenza le capacità tecniche e compositive del quintetto, al quale di certo l’esperienza, anche in sede live, non manca.

I nostri infatti, all’indomani della pubblicazione dell’album d’esordio, hanno condiviso il palco con nomi importanti della scena internazionale come Mayhem, Suffocation, Krisiun, Vader e Dark Funeral, esibendosi in diverse occasioni sia nella loro terra natale che all’estero (la loro prima data europea è stata a Madrid nel 2018) ed acquisendo quel mestiere e quella professionalità che permette oggi loro di creare brani accattivanti, pur nella loro assoluta devozione alla tradizione del black metal più intransigente, sanguinolento e blasfemo. Ed è proprio la band capitanata da Lord Ahriman, omaggiata anche dalla cover di “Shadows Over Transilvania” presente sul già citato “Stillborn Redeemer”, a rappresentare la maggiore influenza compositiva per i Daemoni, che riescono ad instillare nel loro assalto infuocato ed infernale la giusta dose di sulfurea melodia, servendoci un pasto invitante, nero e brulicante di vermi, ma cucinato a dovere, con i giusti ingredienti e con indiscutibile perizia.

Pezzi muscolari e granitici come “Carnifex Christi”, “Illucescente” e “Daemonios” sono carichi di furia primitiva, espressa però con grande maturità esecutiva: un connubio letale tra abilità tecnica e furore devastante che si esprime al meglio nella title track, cuore pulsante dell’album e manifesto dell’attuale stato di forma della band: nei suoi quasi otto minuti di durata “Black Tyrant”, tra puntuali cambi di tempo e ripartenze al fulmicotone, gronda letteralmente sangue da ogni nota, graziata dal riffing cupissimo ed ossessivo della coppia d’asce formata da Ferat e Demongoat e dal drumming forsennato di Bifrons. Quest’ultimo è autore di una prova generale di enorme spessore, per velocità e precisione esecutiva: una vera macchina da guerra dietro le pelli. A completare il quadro generale c’è una produzione decisamente al passo con i tempi: il che non significa assolutamente suoni plasticosi o superpompati ma ben equilibrati e capaci di rendere giustizia tanto al lavoro strumentale quanto allo screaming raschiato e possente del singer Helldrakon. Con la bella copertina opera di Jenglot Hitam, “Black Tyrant” è pronto per impossessarsi delle vostre anime con una manciata di canzoni dannatamente robuste e quadrate: se amate il black metal violento e distruttivo, ma suonato con perizia, un ascolto è certamente consigliato.