Hagzissa – They Ride Along

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“They Ride Along” è la prima fatica sulla lunga distanza per gli Hagzissa, gruppo austriaco fondato nel 2016 dal cantante e bassista B. Moser (già nei Kringa), che nel 2017 ha dato alle stampe la prima demo in formato tape, intitolata semplicemente “Promo 2017”, attirando l’attenzione della sempre molto attiva Iron Bonehead Productions, la quale ora mette sul mercato questo debutto, che contiene le quattro canzoni della demo ed altre quattro. “They Ride Along” è un disco di impostazione molto classica nel sound e nella concezione, che punta tutto (o quasi) sul coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore: suoni zanzarosi, strutture semplici, screaming tradizionale, riffing lineare. Non c’è nulla in effetti che possa sorprendere chi è avvezzo al black metal di estrazione scandinava, reso celebre in tutto il mondo dalla così detta “second wave”, che dettò legge per tutta la prima metà degli anni novanta. Tuttavia sarebbe un errore, o quanto meno sintomo di un ascolto superficiale, liquidare questo disco come una mera fotocopia e questo progetto come una delle tante band-clone che abbiamo visto affacciarsi sulla scena underground nel corso degli ultimi trent’anni. Gli Hagzissa riescono infatti a mantenere intatta una loro specificità, un loro modo di interpretare quanto più possibile personalmente stilemi noti e arcinoti.

E quindi, se da un lato i richiami a gruppi come Darkthrone o Beherit sono molteplici e assolutamente evidenti, specialmente nei pezzi più veloci e tirati, come le pur buone “The Nightshade Wilderness” e “Atavist Kama Aconite Trance”, dall’altra si evidenziano alcune soluzioni non originali ma sicuramente peculiari, che alzano decisamente il livello qualitativo complessivo dell’opera: ad esempio i paludosi e pesanti rallentamenti doomish dell’opener “Die Pforte (A Speech Above The Moor)” o i demoniaci coretti in clean vocals/falsetto di “Moonshine Glance (An Iron Seed In Sour Soil)”, che è a mio giudizio il pezzo migliore del lotto, o ancora le linee di chitarra ossessive ed ipnotiche della title track “They Ride Along On The Howling Winds!”.

Ed è forse proprio questo l’elemento di maggior fascino di questa release, ovvero l’andamento mesmerizzante e ritualistico di tutti i brani, che veicola un certo feeling oscuro e misterioso e conduce durante l’ascolto ad una sorta di trance magica e primitiva, peraltro perfettamente in linea con le tematiche evocate nelle liriche, incentrate sulla stregoneria e sull’antico folklore. Non siamo certamente di fronte ad un capolavoro epocale o ad un disco che cambierà le coordinate del black metal, e di sicuro quando si assocerà questo genere all’Austria i primi nomi che verranno in mente continueranno ad essere quelli degli Abigor e dei Summoning, ma sono certo che gli Hagzissa, con il loro ruvido ed emozionale black metal dal sapore antico, potranno fare breccia in molti cuoricini neri. Ascolto caldamente consigliato.