Vaultwraith – Light The Candle In Honour Of Devils

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Da Springfield (che non è in questo caso la famosa città dei Simpsons ma si trova in Missouri) arrivano come un uragano i Vaultwraith, a tempestarci le orecchie con il loro “pure devilcraft metal”, una bella mistura tra vari estremismi sonori e il più classico heavy ottantiano, che caratterizza le dodici tracce presenti in questo “Light The Candle In Honour Of Devils”, loro seconda fatica sulla lunga distanza, che giunge, grazie all’instancabile Hells Headbangers Records, a due anni di distanza dal debutto “Death Is Proof Of Satan’s Power”, del quale riprende ed amplifica l’approccio sonoro. Già la bella immagine di copertina, raffigurante una barca con a prua un satanasso che brandisce un candelabro, a poppa la Morte che suona il violino e nel mezzo una dolce fanciulla in una bara, sullo sfondo di un castello probabilmente dato alle fiamme, ci introduce nell’universo orrorifico dei nostri quattro cavalieri dell’apocalisse, un universo fatto di gotiche storie di fantasmi, vampiri, malvagi stregoni, oscure maledizioni e cadaveri che risorgono dalla tomba in cerca di vendetta, che non avrebbero sfigurato in qualche puntata dello “Zio Tibia Picture Show” o in qualche episodio di “Creepshow”. A questo mondo di mostri e spaventi, familiare a tutti i cultori dei b-movies horror più a buon mercato, fa da perfetto contraltare una musica al tempo stesso energica ed atmosferica, che mischia, in modo talvolta decisamente riuscito e talaltra meno, un riffing speed/thrash metal dall’impianto molto classico con influenze death/black primitive e atmosfere morbose alla King Diamond/Mercyful Fate.

C’è quindi una certa varietà nella proposta dei nostri, anche se sostanzialmente le soluzioni adottate, pur efficaci, si mantengono identiche per tutta la durata del disco, che riesce in ogni caso a scorrere piacevolmente grazie alla breve durata delle canzoni, che nascondono qua e là elementi sorprendenti in grado di tenere sempre desta l’attenzione dell’ascoltatore, si tratti di un malefico tappeto tastieristico dall’odore di zolfo, di un assolo metallicissimo e super ottantiano, di un riff melodico che potrebbe essere uscito da qualche prova di registrazione di un “Abigail” o di un “House Of God” (opportunamente “dopato” con abbondanti dosi di adrenalina) o di un rallentamento doomeggiante che potrebbe chiamare in causa addirittura i vecchi e migliori Candlemass. Il disco scivola via velocemente, senza particolari momenti di stanca e la band riesce a dare il meglio di sé proprio nei momenti nei quali l’ardore estremo viene stemperato da soluzioni più classiche e melodiche, cosa che avviene abbastanza sovente e in alcune canzoni (ad esempio “Accused Sorceress”, “Abess Antichrist” o “All The Black Arts At Her Command”) in maniera assolutamente preponderante, con risultati molto apprezzabili.

Personalmente avrei gradito qualche maggiore variazione per quanto riguarda le vocals, perchè il cantato in scream di Esteban Walpurgis, per quanto energico e demoniaco, mi è sembrato abbastanza monocorde e poco aderente alla dinamicità della proposta musicale. La produzione invece è perfetta per il genere suonato: graffiante e ruvida quanto basta ma anche potente e pulita a sufficienza, in modo da rendere ben percepibili le varie sfumature della musica dei nostri. Nel grande mare di uscite mediocri, inutili e in fotocopia che è l’attuale scena underground metal, “Light The Candle In Honour Of Devils” si eleva di qualche gradino al di sopra della media, grazie ad una proposta fresca e genuina che, se non incarna letteralmente qualcosa di nuovo, riesce comunque a combinare elementi noti in un insieme lirico-musicale decisamente accattivante e easy listening quanto basta.

La valutazione numerica avrebbe anche potuto essere più alta, se non fosse che i Vaultwraith non hanno messo in mostra alcuna crescita compositiva o maturazione in fase di scrittura e di esecuzione rispetto al precedente album, limitandosi a confermare quanto di buono fatto allora, come se questo nuovo lavoro fosse semplicemente la seconda parte del debutto, di cui rappresenta in effetti la continuazione, anche a livello di storylines di alcuni personaggi introdotti in quell’occasione. Il che è comunque una cosa degna di nota, vista la qualità complessiva assolutamente non disprezzabile di entrambi i dischi in questione. Se volete immergervi in una dimensione horror dal gusto cinematografico e letterario, “Light The Candle In Honour Of Devils” potrà rappresentare un degno ed azzeccato accompagnamento musicale.