Trépas – L’Héritage Du Monde

0
230

Il 2019 può essere definito un anno d’oro per il black metal canadese, in particolare quello proveniente dalla provincia Québec. E dopo le ottime performance dei vari Délétère, Ossuaire, Monarque e Sanctvs, tutti rigorosamente sotto le fila della locale Sepulchral Productions, ecco la volta dei Trépas con questo nuovissimo “L’Héritage Du Monde”. Inutile dire come la scena estrema del Québec in questi ultimi anni abbia avuto un’impennata qualitativa (e quantitativa) non indifferente, riuscendo a creare nell’inflazionato mercato underground black metal una sua forte identità, caratterizzata da sonorità molto vicine a quelle europee, che uniscono brutalità e velocità con una melodia mai fine a sé stessa e atmosfere meditative che trasudano malinconia e tristezza. I Trépas sono tutto questo: la band formata da ex membri di Morgue e Outre-Tombe incarna perfettamente lo spirito estremo del Québec, grazie a sonorità fortemente debitrici al black metal di scuola svedese e finlandese ma con quel tocco che sta diventando marchio di fabbrica della loro terra natìa, avvalorato da una performance cristallina e arrangiamenti certosini, che in questo caso raggiungono un elevato grado di complessità, considerati i costanti cambi tempo, atmosfera e armonizzazioni che si susseguono lungo tutto il disco. Sono gli stessi membri della band a cercare di dare una definizione del sound e della missione della band da poco nata: “Trépas mette in mostra la creatività di due amici di lunga data, Harfang e Averse. È il risultato della nostra creatività e della volontà di mettere insieme pezzi intransigentemente aggressivi e malinconici; il tutto prende il nome di “L’Héritage Du Monde”. Come band, cerchiamo di scrivere canzoni che abbracciano la nostra visione del genere. Il nostro obiettivo è quello di creare musica avvincente che sia profondamente radicata nella tradizione ma al contempo risulti sufficientemente moderna nel suo essere. Ogni membro dei Trépas già aveva un ruolo attivo nella scena underground, lavorando con le band Morgue ed Outre-Tombe. “L’Héritage Du Monde” nasce dal nostro vivido desiderio di riunirci ancora una volta, unendo le forze per scrivere musica che risulti sia luminosa che oscura ma sempre potente. Dal punto di vista lirico, Trépas getta luce su aspetti tormentati della mente umana, sulla distruzione delle speranze nell’onnipresenza delle tenebre, della disperazione e sulla fatalità della vita terrena“.

I Trépas grazie al loro feroce mix di velocità, violenza unito e melodia portano gli ascoltatori attraverso gli altipiani più innevati e spazzati dal vento del Québec, dove fauna e flora hanno poche possibilità di vita. Già l’opener “Rivages Sombres” riesce a riassumere ciò che i Trépas sono e vogliono essere grazie al suo mix devastante di parti veloci alternate a costanti break acustici e rallentamenti, passando da canonici arrangiamenti in 4/4 a blast indemoniati con una facilità impressionante, per poi sfociare in aperture melodiche degne dei maestri del black atmosferico. Detto così può sembrare qualcosa di sentito e risentito, ma se questa affermazione può essere vera, un brano come “L’Aube” ci fa rendere conto che questi ragazzi canadesi hanno una marcia in più, riuscendo a creare melodie che risultano suadenti e glaciali allo stesso tempo e conservano la desolazione delle loro terre natìe e la disperazione di un’umanità sempre più allo sbaraglio. Durante tutto il platter la band viaggia tra momenti più duri e passaggi più atmosferici; ogni singola song è un viaggio nel viaggio, un costante alternarsi tra parti veloci e rallentamenti, come un pellegrino che vaga senza sosta attraverso un lungo e tortuoso percorso.

Nessun pezzo è scontato; basta ascoltare la title track col suo incedere forsennato e violento, che si trasforma improvvisamente in una litania atmosferica e meditabonda, per poi ripartire di gran carriera in maniera fiera ed epica, o la seguente e devastante “Charognes”, un attacco frontale che non lascia prigionieri tant’è la brutalità sprigionata dalla band, che neppure in questo caso però dimentica di imprimere al pezzo angoscia e delusione, sottolineate dal bellissimo break centrale. Ma è nella self titled song che il gruppo dà ancora qualcosa in più, immergendo l’ascoltatore in sonorità ariose e al tempo stesso distruttive: di sicuro un brano che in pochi riuscirebbero a scrivere. Degna conclusione con “Errances”, lungo cammino epico e variegato che ricalca in tutto e per tutto il caratteristico sound malinconico della band. “L’Héritage Du Monde”, grazie alla perizia compositiva ed esecutiva della band, capace di unire egregiamente influenze della vecchia scuola e soluzioni più moderne, rischia di diventare da subito un manifesto della scena estrema del Québec: in questo caso più che mai le canzoni riescono a mescolare elementi atmosferici anche nelle sezioni più pesanti e violente dando corpo ad un’atmosfera unica. Un disco che potrebbe consacrare questa giovane band e segnare un passo importante nella crescita della scena estrema underground canadese, facendogli magari compiere quel balzo di qualità necessario per non essere più eccessivamente di nicchia.