Ulvdalir – Hunger For The Cursed Knowledge

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Dagli Ulvdalir, inutile dirlo, ci si aspetta sempre qualcosa di spessore. Fautori di buoni lavori in passato, nel 2019 lasciarono un pò di amaro in bocca con “…Of Death Eternal”, un disco suonato in maniera impeccabile ma che non ha riscosso in noi quell’entusiasmo che ci saremmo aspettati. Cosa può offrirci la band a distanza di poco più di un anno in questo ep dal titolo “Hunger For The Cursed Knowledge” se non una buona mezz’ora di black metal oltranzista e nichilista come il più classico manuale blasfemo recita?! Quattro tracce articolate, complesse e dalla lunga durata ci presentano la band come l’avevamo lasciata un anno fa; tanta ambizione, rabbia e brutalità al servizio di una qualità compositiva sempre sopra le righe ma che spesso rischia di perdersi un po’ per strada, complice la durata dei pezzi e la quantità di riff e cambi di tempo che i ragazzi inseriscono nelle loro composizioni.

Il combo russo c’è; non possiamo dire altrimenti e rispetto al precedente full length pare che si stia andando verso una più giusta quadra, grazie a un più accentuato compromesso tra la brutalità tipica degli Ulvdalir e quel riffing primordiale, a tratti thrash, a tratti death, ma sempre improntato al più classico black metal di classe dalle velocità dirompenti che, tuttavia, non perde mai d’occhio una velata melodia nera ricercata e mai banale, che risulta essere sempre sottotraccia e mai predominante.

Questi simpatici ragazzi appartenenti all’inner circle of True Ingrian Black Metal Death ci sbattono in faccia inni misantropici colmi di oscura attitudine. Il lato A, formato dalle prime due song, può essere considerato quello di più facile approccio, grazie a linee più dirette e marcatamente thrash rispetto alle due bordate del lato B, che prediligono la violenza e la velocità, spesso fine a sé stessa, come in “The Sun Of The Pale Night (Void Amongst The Fire)”, pezzo che è riuscito a trasmetterci meno emozioni rispetto agli altri. Soprattutto se confrontato con “Road Of Knowledge”, brano che vale l’acquisto del disco: una violenta cavalcata verso gli inferi abbellita da alcuni cambi tempo e ritmiche che si lasciano piacevolmente memorizzare e con un’interpretazione vocale che maggiormente enfatizza il lato più dark della band.

Purtroppo non possiamo esimerci dal constatare ancora una volta qualche pecca compositiva che aleggia nei lavori degli Ulvdalir e non riesce a farli decollare come si deve, quel chaos sonoro che invece di creare furia genera esclusivamente confusione e fa perdere l’impatto che potenzialmente i pezzi avrebbero, così come l’eccessiva lunghezza delle composizioni spesso poco funzionale.

Prodotto con suoni devastanti che ne valorizzano la resa grazie a una sufficiente pulizia e chiarezza, “Hunger For The Cursed Knowledge” è il classico prodotto parafulmine: se da una parte la sua utilità può essere irrisoria per chi ascolta da anni il genere, dall’altra si rivela un ottimo biglietto da visita per conoscere questa devastante band ed un piacevole ascolto per tutti gli amanti delle sonorità old school più infuriate e devastanti.