Disamara – Notturna È La Quiete

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Dietro al progetto solista Disamara si nasconde il mastermind Maur, già membro di realtà oggi non più attive come Septical Gorge, Malinvern, Depth, Aivarim (di cui trovate sulle nostre pagine virtuali la recensione della demo del 2003 “Adore Mortal Passion”) e soprattutto Theart (qui la recensione della demo del 2006 “September’s Song”), one man band che in qualche modo può considerarsi la diretta antenata di questa nuova realtà. I pezzi contenuti in questo full length di debutto “Notturna È La Quiete” sono stati scritti e composti durante un lungo arco temporale, registrati presso il “the room without a view”, lo studio privato di Maur, e mixati da Roberto Siggia a “L’Ossuario Studio”. Maur descrive così il suo nuovo progetto e questo suo primo parto: “in quanto seme è portatore di nuova Nascita ed evoluzione; in quanto alata può andare oltre se trasportata da vento (Ispirazione); mantiene al suo interno le radici col passato, ciò che le permette di essere ciò che è ed in parte ciò che sarà. In questo disco è condensato un periodo molto lungo per cui una certa eterogeneità era inevitabile. Alcuni brani ed alcune liriche risalgono al 2005 mentre altri sono più recenti ma il concetto base che lega il tutto è l’uomo che, guidato dalle emozioni e dalle passioni, si trova sempre suo malgrado a confrontarsi con la Natura, la propria e quella che lo circonda e nel suo, a tratti vano, a tratti intimamente profondo, tentativo di comprendere e comprendersi, perso com’è in questo balletto cosmico”. Dal punto di vista sia lirico che concettuale Disamara rappresenta in sostanza un’evoluzione del progetto Theart (viene ad esempio mantenuto il cantato in italiano), con un sound riconducibile al black metal di matrice atmosferica, mantenendo pur sempre una certa aggressività di fondo e lasciando libero sfogo ad alcune pulsioni in senso lato progressive, che consentono a Maur di esplorare territori diversi senza porsi particolari limiti legati a questo o quel genere di appartenenza; il che è senz’altro un bene per le mie orecchie stanche.

Si avvertono indubbiamente echi dei Borknagar, specialmente nei passaggi più meditativi che tendono a trasmettere un certo senso di intimità con la natura e il cosmo, ma viene chiamato in causa anche Burzum nei momenti più ipnotici e circolari (emblematica a questo proposito “Pressione Profonda”, sulla quale il fantasma del Conte sembra aleggiare come una nuvola minacciosa).

Ma c’è anche dell’altro: fughe ondivaghe in lande post-rock, qualche divagazione più psichedelica (che ho notato soprattutto in “Anime Vaganti”, a mio avviso uno degli episodi migliori del lotto) e piccoli squarci acustici alla fine dei brani, al momento relegati a mero contorno, ma che in futuro, stando alle anticipazioni di Maur, dovrebbero acquistare maggior spazio. Benchè lo spettro di influenze inglobate nel sound sia piuttosto ampio, bisogna tuttavia precisara che “Notturna È La Quiete” batte comunque sentieri ben noti nell’ambito del vasto calderone del black metal atmosferico come sviluppatosi nel corso dell’ultimo ventennio.

Si avverte anzi una certa insistenza su alcune soluzioni che vengono ripetute con ridondanza forse eccessiva durante l’intera durata del lavoro che, se da un lato contribuiscono a creare quel particolare feeling avvolgente e mesmerizzante probabilmente cercato, voluto e funzionale all’economia del disco, dall’altro rendono l’ascolto forse un po’ pesante nel suo insieme (a parte la già citata “Anime Vaganti”, tutte le canzoni si aggirano tra i sette e gli otto minuti). Pur mettendo in mostra buone idee e spunti interessanti, non si può ancora dire che il progetto Disamara brilli di luce propria: gli amanti di questo genere di sonorità potranno però sicuramente apprezzare, così come tutti coloro che riusciranno ad entrare in sintonia con il mood riflessivo ed intimista del disco.