HORNA + ETHERNAL SAMHAIN + GUEST

4/5/2017 Orange Tavera Italica (PE).

In scena all’Orange, storico pub pescarese, ora Orange Taverna Italica, gli Horna. La celebre band finlandese capitanata dal carismatico e poliedrico Shatraug arriva, o meglio sarebbe dovuta arrivare, in terra abruzzese supportata da tre gruppi a completamento del bill delle tre date italiane. Uso il condizionale perché, di fatto, dei tre gruppi spalla ne rimarrà, almeno in questa data, solo uno, ovvero il primo e piuttosto sconosciuto, gli Ethernal Samhain.

La band è relativamente giovane, nonostante sia attiva dal 2006 ha rilasciato l’anno scorso il full-length d’esordio e ci propone un Black Metal dalle tinte sinfoniche. L’esibizione in sé è scialba a causa della poca gente presente a quell’ora in cui hanno suonato e, oltretutto, da una prova che dura solo pochi minuti. Difatti la band veronese avrebbe potuto suonare di più, considerando la latitanza delle successive due band e, magari, più in là come orario. Ma tant’è…

I Veratrum avevano già annunciato attraverso i canali social l’assenza dall’evento, il giorno prima, a causa di un infortunio sul lavoro del loro session drummer, che a quanto pare si era schiacciato una vertebra. Se non ricordo male la band bergamasca aveva già avuto problemi con il precedente batterista… Insomma un gruppo non troppo fortunato, che avevo già visto suonare al Traffic di Roma e che non mi era dispiaciuto. Peccato. Potete leggere la mia impressione su di loro nel live report degli Azaghal.

Inaspettata arriva anche la defezione dei Kurgaall, band piemontese che propone uno swedish Black interessante e ferale, con all’attivo già tre full, che purtroppo ha visto andare in panne il proprio pulmino durante il viaggio per raggiungere Pescara, fermandosi all’altezza di Parma… Insomma la serata prosegue all’insegna della sfiga, se non fosse per un nutrito gruppo di metallari più o meno noti che raggiungono il locale e con i quali posso intrattenere una chiacchierata sarebbe stato un disastro.

Gli Horna, nel frattempo, vengono avvistati al bar dietro l’angolo, intenti ad ubriacarsi già truccati e pronti a suonare. Vedendoli girare per i vicoli della città conciati in quel modo mi è parso di essere in una scena post-apocalittica di Interceptor, mancava soltanto Mad Max.

Viene nel frattempo improvvisata un’esibizione di un gruppo locale, che però non mi ha convinto e del quale non ricordo il nome. La loro proposta era più inquadrabile con un folk Metal con testi nazionalisti e nostalgici, anche in italiano, ma è evidente la natura “tappa buchi” della trovata che non è nemmeno lontanamente paragonabile all’atteso trittico Veratrum-Kurgaall-Horna.

(video pubblicato da Snarl616 su Youtube di un brano della serata)

Gli Horna iniziano puntuali sul tabellino di marcia, preceduti praticamente dal vuoto musicale, il locale è quasi pieno ma considerando che è piccolissimo non è un risultato fantastico. I finlandesi salgono sul palco un po’ scocciati, suonano in un’atmosfera infernale, create in primis dal caldo e dall’areazione praticamente nulla del locale, ma soprattutto dalla puzza pestifera che si porta appresso Spellgoth, il cantante. Con il termine pestifera probabilmente non riesco a far intendere al lettore quello di cui parlo, comunque si trattava di un odore che è un misto tra la carcassa putrescente di un ratto e vomito e merda insieme.

La prova è complessivamente sufficiente, anche se la misantropia dei Nostri è palese. Niente coinvolgimento, niente saluti, nemmeno ti guardano in faccia. Fin qui tutto bene, in quanto non mi aspetto nulla di diverso da un gruppo del genere… ma potevano fargli suonare qualche pezzo in più, perché un’ora scarsa di musica non giustifica il prezzo del biglietto, una quindicina di Euro, considerando le defezioni dei gruppi spalla… finiti i pochi pezzi, niente bis, ovviamente.

Dopo il concerto intercetto un tizio finlandese che spaccia CD degli Horna, un loro compare probabilmente, dal quale acquisto a 10 Euro una copia di “Sanojesi äärelle” che mi mancava. L’antibagno del locale viene trasformato in un camerino, con tanto di buttafuori che non ti fa entrare, nemmeno per andare a pisciare, e su un tavolo al suo interno vengono disposte innumerevoli bottiglie di superalcolici.

Qualcuno si mette in fila per farsi fare un autografo o semplicemente scambiare due parole con Shatraug che –  senza corpse painting – pare un innocuo ciccione, ma questi non sembra gradire la cosa e fa attendere fuori. Così giro i tacchi, vado alla macchina, e me ne torno a casa, complessivamente insoddisfatto e anche stanco…

Questa volta ha vinto la sfiga, l’evento non è andato bene, ma sono consapevole che sia stata solo sfortuna. Il bill al completo avrebbe dato un risultato completamente diverso. Durante il viaggio mi torna alla mente la musica degli Horna, così grezza e melanconica al contempo, e che è durata troppo poco… ma soprattutto quella puzza pestifera, quella mi è rimasta impregnata pure sui vestiti.

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