Absu – The Third Storm Of Cythraul

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“The Third Storm Of Cythraul”, terza fatica sulla lunga distanza degli Absu, distribuita dalla mitica Osmose Productions – etichetta che tanta parte ebbe nella diffusione del metallo estremo nel corso degli anni novanta –, rappresenta, insieme al suo predecessore “The Sun Of Tipharet”, rispetto al quale è forse meno conosciuto ed universalmente apprezzato, il punto più alto della produzione della band texana capitanata dal padre padrone Proscriptor McGovern (voce e batteria), ai tempi coadiuvato dai fidi compagni di scorribande Equitant Ifernain al basso e Shaftiel alla chitarra (la miglior formazione degli Absu, a giudizio di chi scrive). Dopo il debutto “Barathrum: V.I.T.R.I.O.L.”, per certi versi ancora acerbo e legato ad un death metal canonico, sulla scia dei primi Therion e Darkthrone, è proprio con questi due dischi che prende forma compiuta quello stile inconfondibile ed inimitabile che la band stessa ha da tempo definito “Mythological Occult Metal”, ovvero una letale commistione di black e thrash crudo e violento, con tematiche legate alla mitologia sumero-babilonese e celtica, all’occultismo, alla magia e all’esoterismo. E se forse oggi un approccio di questo tipo può sembrare ingenuo e naif, ai tempi – e probabilmente per le stesse ragioni – risultava estremamente intrigante e sicuramente personale nel suo equilibrio precario tra parti più solenni e bellicosi assalti frontali. La produzione grezza ed il suono analogico sono fondamentali nel dare corpo e sostanza al feeling dannatamente ottantiano che pervade ogni nota di questo lavoro: ed è proprio a questa decade che i nostri guardano, con un piglio spudoratamente retrò percepibile sia nel modo nervoso e annichilente di suonare la batteria, sia nelle accelerazioni caotiche e negli assoli fulminei tipicamente slayeriani che costellano i pezzi, sia, ancora, nel timbro vocale e nelle urla in falsetto di McGovern. Il che rende il sound dei nostri decisamente e classicamente metallico e lontano dalle atmosfere e dalle melodie di certo black metal scandinavo: gli Absu sono molto più vicini a gruppi come primi Kreator, Sodom o Mortuary Drape ed è in tale ottica che si apprezzerà anche la riproposizione della cover dei Morbid Scream, misconosciuta band thrash metal americana che pubblicò un paio di demo tra il 1987 ed il 1988. Ma accanto agli episodi più selvaggi e martellanti (“Highland Tyrant Attack”, “Swords And Leather”, “Customs Of Tasseomancy (Quoth The Sky, Nevermore) Act I”, moderni classici del thrash/black) vi sono brani di maggior respiro (“…And Shineth Unto The Cold Cometh…”, “…Of Celtic Fire, We Are Born”, puntualmente eseguiti anche in sede live), nei quali fanno la loro comparsa stacchi cadenzati e brevi parentesi acustiche, a dare sfogo allo spirito più epico della musica del terzetto statunitense. Trovata la loro dimensione, a mio avviso gli Absu dopo questo disco non sono più riusciti a mantenere gli stessi elevatissimi livelli qualitativi (anche se l’ep “In The Eyes Of Ioldánach” ed il successivo “Tara” sono due ottimi lavori e le opere più recenti sono comunque superiori alla media e non facilmente criticabili). Ma la terza tempesta è quella perfetta: gli amanti del metal estremo old school (non solo black) non potranno che convenire.

REVIEW OVERVIEW
Voto
90 %
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