Luce D’Inverno – Il Covolo Delle Fade

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Band veronese nata nel 2011, i Luce D’Inverno esordiscono direttamente sulla lunga distanza grazie alla nostrana Noosextreme Productions, etichetta molto attiva e attenta nello scovare realtà interessanti nel folto sottobosco underground, italiano e non solo. Il gruppo nasce come solo project del factotum Nebel, al quale si è aggiunto successivamente in pianta stabile al basso e alla batteria K., già membro di Malaflame e Mistigma. “Il Covolo Delle Fade” è un album di granitico, gelido e sferzante raw black metal, impreziosito da una cornice atmosferica evocativa e ancestrale, costruita con un sapiente uso delle tastiere, molto presenti ma mai così invasive da sovrastare completamente gli intrecci chitarristici, che restano comunque sempre in primo piano ed assoluti protagonisti. Si dovrebbe trattare in realtà di una sorta di concecpt, perché musica e testi sono interamente ispirati dal vagabondare di Nebel per i boschi della Lessinia, regione poco conosciuta ma ricca di fascino naturale e di leggende ormai sepolte dalla sabbia del tempo. Musicalmente il disco è un onesto tributo alla vecchia scuola norvegese (ma non esclusivamente), in quanto riprende parecchi elementi di quel sound così riconoscibile da parte di qualunque appassionato o fruitore medio di questo genere di sonorità: le maggiori influenze mi sembrano essere rappresentate dai Burzum di “Filosofem” così come, per spostarsi in Polonia, dai primi Graveland o Behemoth, ma non si possono non menzionare anche Darkthrone, Emperor e Satyricon, i primi per la violenza inconoclasta di alcuni passaggi, i secondi per l’alone sinfonico che aleggia sulle composizioni e infine i terzi per una certa epicità che trasuda da ogni singola nota delle canzoni, tutte strutturate come lunghe ed oscure cavalcate nella notte più buia. Per non uscire dai patri confini si potrebbero citare anche Beatrik, Tenebrae In Perpetuum e Spite Extreme Wing. Tutti questi termini di paragone non devono indurre a pensare che la proposta dei Luce D’Inverno sia una mera riproposizione di quanto già fatto da altri gruppi prima di loro, in quanto i nostri cercano comunque di reinterpretare nel modo più personale possibile quello che resta pur sempre un genere assolutamente definito e ormai da tempo ben codificato, risultando a volte più efficaci, a volte meno. In realtà si tratta semplicemente di sensazioni e di emozioni che la musica riesce a trasmettere all’ascoltatore a seconda dei gusti personali e del particolare stato d’animo del momento: personalmente ho trovato più accademica la prima parte dell’album ed ho invece apprezzato maggiormente la seconda parte, che presenta pezzi decisamente ben riusciti e coinvolgenti come “Sinfonia D’Ottobre” e “Oltre Il Crepuscolo”, in equilibrio tra raggelante ferocia e momenti di cupa meditazione. In conclusione “Il Covolo Delle Fade” è un lavoro che colpisce soprattutto per il suo approccio genuino e senza troppe velleità rivoluzionarie, concepito e suonato da amanti del black metal per amanti del black metal. Un ascolto è certamente consigliato.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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