Carthaun – Staub Und Schatten

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I Carthaun sono, sotto molti aspetti, la classica german black metal band, che si pone nel solco della tradizione e ripropone il tipico sound di scuola tedesca, fatto di aggressività e violenza ma anche di atmosfere cupe e notturne, di passaggi ruvidi e rocciosi ed altri più melodici, senza tralasciare un certo piglio epico-pagano che è anch’esso un trademark immediatamente riconoscibile di moltissimi gruppi provenienti dalla medesima area geografica. Giunti alla quarta fatica sulla lunga distanza (“Staub Und Schatten” significa “polvere e ombra”), dopo un paio di demo agli esordi, i nostri non accennano a discostarsi da un sentiero sonoro che tutti gli ascoltatori più attempati non possono non conoscere a menadito e che, forse proprio per questo motivo, fa piacere ripercorrere di tanto in tanto, alla riscoperta di luoghi musicali noti ma non per questo meno emozionanti. Il gruppo dimostra di possedere dimestichezza con i mezzi espressivi adottati ed è anche abile nel diversificare la propria proposta quel tanto che basta per scongiurare l’effetto noia: se la loro anima più oscura e malevola si manifesta in modo preponderante in pezzi che fanno dell’assalto frontale la loro principale caratteristica – basti ascoltare l’opener “Ad Arma” con i suoi evidenti riferimenti ai Marduk più guerrafondai per rendersene conto –, in altri frangenti – ad esempio in “Elegie (Auftakt)”, lunga suite di oltre nove minuti di durata, nella quale fa la sua comparsa anche un cantato pulito dall’inflessione tragica e drammatica davvero riuscito – l’approccio è più meditativo e decisamente meno diretto. Non c’è molto altro da aggiungere: se amate il black metal teutonico nella sua accezione più ampia – ed in questo caso anche tecnicamente ben impostato – questo disco potrà fare al caso vostro.