Gli Enthroning Silence sono una delle più belle realtà dell’underground black metal italico e, nel breve volgere di due albums, “Unnamed Quintessenze Of Grimness” e “A Dream Of Nightskies”, hanno saputo ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nell’ormai sovraffollato panorama depressive, grazie ad un sound malato e marcio che trasuda disperazione ed emozioni negative e che costituisce il loro inconfondibile marchio di fabbrica. È con grande piacere e curiosità che ospitiamo su queste pagine virtuali Seeker Of The Unknown (in forza anche ai Mortuary Drape) e ci accingiamo con lui ad approfondire alcuni aspetti legati alla musica ed alla filosofia di questo promettente combo nostrano.

Innanzi tutto voglio ringraziarti per la tua disponibilità. Comincio con la più banale delle domande: vuoi brevemente tracciare una storia degli Enthroning Silence e presentare i membri del gruppo?

La band è nata nel ‘97, e fino al 2001 Alsvarth era l’unico membro della band. Quelli erano anni molto strani. Non esiste alcun materiale registrato in quel periodo anche se furono poste le basi della realizzazione del primo album. Nel 2001 entrai a far parte del progetto Enthroning Silence. In poco tempo “Unnamed Quintessence Of Grimness” fu pronto. La prima label ad interessarsi a noi fu la storica Sombre Records (R.I.P.), nota per aver realizzato alcuni grandi vinili di Judas Iscariot, Moonblood, Nargaroth, Katharsis, Godless North, Krieg,… tutti in edizioni limitatissime. Verso la fine del 2001 “Unnamed Quintessence Of Grimness” uscì in edizione limitata a 350 copie proprio su Sombre Records, esaurite in poco tempo e riscuotendo un discreto successo in varie parti del mondo. Intanto la creatura Enthroning Silence continuava a creare e a ricercare tra dimensioni astrali e parallele. Così nel 2003 fu completata la composizione del secondo album “A Dream Of Nightskies”, che fu prodotto dalla belga Painiac Records in edizione limitata a 500 copie. Anche questo album ricevette ottime critiche in tutto il mondo e fece conoscere la creatura Enthroning Silence soprattutto in USA. In poco tempo i dischi degli Enthroning Silence furono sold-out e molto difficili da trovare a seguito alle tirature limitate con cui avevamo voluto realizzare gli album. Ma visto l’incredibile interessamento e richiesta dei nostri dischi, abbiamo deciso di cercare alcune labels che ristampassero i due album su CD. Questo avvenne quando nel Giugno 2004 “Unnamed Quintessence Of Grimness” fu prodotto dalla tedesca Westwall Productions con una ottima grafica e limitato a 1000 copie. Stessa cosa accadde poi per il secondo album “A Dream Of Nightskies” che è stato prodotto a Marzo 2005 dalla ottima label svedese Total Holocaust Records, che ha prodotto anche i vari CD di Nortt, Regnum, qualcosa di Xasthur e tanti altri.

Enthroning Silence è un monicker piuttosto originale e curioso. Quale concepì si nasconde dietro questo nome?

Il silenzio è il suono del tempo. Tutti noi siamo fatti di silenzio e tutto è fatto di esso. Il silenzio è vita e morte, è l’aria, è l’universo, e noi lo incoroniamo.

Come nasce un pezzo tipo degli Enthroning Silence?

Un pezzo tipo degli Enthroning Silence ha una stesura molto lunga e a volte per far si che il pezzo sia finito e pronto per essere registrato passano anche molti mesi, in certi casi anche anni. Se un pezzo “merita” ma ci sono parti che non ci soddisfano del tutto, ci lavoriamo su fin quando non troviamo ciò che ci serve. Non abbiamo fretta nella stesura dei pezzi. Tutto deve essere perfetto e ciò é molto importante.

Ascoltando i vostri due albums appare evidente come esista un filo conduttore comune a tutte le songs a livello concettuale e musicale. Confermi questa mia impressione?

Sì, noi siamo ciò che suoniamo. Facciamo semplicemente ciò che ci sentiamo di fare e che ci piace ascoltare. Inoltre Enthroning Silence ha una storia e ogni album è un capitolo di essa.

A parte la produzione, che nel secondo disco mi sembra lievemente più nitida e meno sporca rispetto al primo album, vuoi spiegarmi quali sono le principali differenze tra i vostri due lavori? Si può dire che “A Dream Of Nightskies” cominci là dove “Unnamed Quintessence Of Grimness” era finito, costituendone la naturale prosecuzione ed evoluzione?

Sì, lo penso anch’io. L’unica differenza che vi è tra i due albums, secondo me, sta nel fatto che nel primo album i pezzi erano molto più diretti, mentre nel secondo vi è stato un lavoro maggiore di composizione e arrangiamento. Comunque siamo pienamente soddisfatti dei nostri due albums e personalmente li ascolterei sempre, fino alla morte.

Il mood tetro e oscuro dei vostri pezzi è, a mio avviso, dovuto in gran parte al sound così freddo ed “impastato” delle chitarre. Si tratta di una scelta precisa? In futuro adotterete soluzioni tecniche più “evolute” che vi permetteranno di ottenere un sound diverso?

Sì, è stata una scelta precisa. Abbiamo voluto creare un suono che o faceva schifo senza alcun compromesso alle orecchie più fini, o che ti portasse (come a noi) nei più oscuri meandri dell’esistenza. Non penso che un giorno gli Enthroning Silence avranno una registrazione come dici tu “evoluta”, noi siamo fieri di fare una musica grezza e allo stesso tempo maestosa.

Come ricordavi prima, il vostro ultimo album è stato di recente ripubblicato in formato cd dalla Total Holocaust Records. È la vostra attuale etichetta? Siete soddisfatti del lavoro di promozione e distribuzione che sta svolgendo? Continuerete in futuro la collaborazione con loro?

Onestamente non sappiamo ancora per quale label uscirà il prossimo album. Ora come ora abbiamo già avuto alcuni contatti da certe labels, ma è ancora troppo presto per decidere. Sì, la Total Holocaust Records ha fatto un grande lavoro e a quanto pare anche la distribuzione è ottima. Il CD è disponibile addirittura anche in Giappone.

Ho apprezzato molto le covers di entrambi i vostri albums. Mi pare che siano in stretta correlazione con le sensazioni di decadenza e malinconia che la vostra musica esprime. Cosa mi dici al riguardo?

La copertina è molto importante per noi. Deve ricreare le sensazioni che vi sono all’interno dell’album. Poi le versioni in vinile sono ancora più efficaci.

Altre domande classiche: quali sono le vostre principali fonti di ispirazione? Visti i temi che siete soliti trattare nelle liriche, che genere di emozioni intendete trasmettere all’ascoltatore con la vostra musica?

La fonte d’ispirazione può essere qualunque. Vogliamo spingere l’ascoltatore alla ricerca astrale, trascendentale e a trovare nella nostra musica una risposta alle domande quali: il mistero della morte, chi siamo, da dove veniamo, perché siamo qui, l’universo,… Un viaggio tra la vita e la morte senza limiti e alla scoperta di ciò che compone la vera essenza dell’essere umano sotto la materia, la carne, i sensi.

Avete definito il vostro sound come “Suicidal Apocalyptic Black”. Molti addetti ai lavori accostano la vostra proposta a quella degli australiani Abyssic Hate. Personalmente ritengo che i vostri pezzi risultino più corposi, “profondi” e nel contempo “malati” ed a tratti mi hanno ricordato invece gruppi quali Xasthur, Forgotten Woods, Manes e l’ultimo Burzum. Sei d’accordo con me? Ci sono delle bands che vi hanno influenzato e/o vi influenzano nella composizione della vostra musica?

Quando componiamo ci teniamo molto lontano dai nostri gusti personali e cerchiamo di mettere in musica “ciò che da qualche parte è già scritto”. Comunque adoro Abyssic Hate, Silencer, Krohm, Shining, Clandestine Blaze, soprattutto “Night Of The Unholy Flames”, i primi Deathspell Omega, Wigrid, Strid, Manes, Shade, Leviathan, Dead And Forgotten, I Shalt Become,… Ma anche Carnage, Macrodex, Nihilist, i vecchi Dismember, Profanatica, Goreaphobia, Funebre, Gorement,… O anche Dead Can Dance, Lycia, Current 93.

Ci sarà la possibilità di vedervi dal vivo?

Non penso che faremo mai dei concerti e se li faremo, li faremo di fronte a chi vogliamo noi, a chi sa di cosa stiamo parlando e cosa stiamo suonando.

So che avete già quasi pronto il materiale per il prossimo full lenght. Uscirà a breve? Ho anche sentito di una collaborazione con Herr Morbid dei Forgotten Tomb. Confermi questa indiscrezione?

Sì, il terzo album è pronto da un po’ di tempo e spero che sia fuori entro la fine dell’anno. Per quanto riguarda Herr Morbid, sembra deciso ad entrare in pianta stabile nella band e noi siamo onorati di avere un grande cantante come lui per questa creatura malata.

Penso che il così detto depressive black metal sia ormai giunto ad una fase di stallo. Molte delle bands storiche stanno approdando a suoni più melodici, alla Catatonia per intenderci (vedi l’ultimo Shinning), altre si stanno adagiando su stilemi compositivi triti e ritriti. Quale pensi che saranno il futuro e l’evoluzione di questo genere così affascinante e morboso?

Io non vedo il Depressive Black Metal come un genere, anche perché se ne parla da un paio di anni ma gruppi come Manes e Strid suonavano così già nel ‘93 e all’epoca questo era black metal e basta. Sono sempre esistiti gruppi lenti e depressivi, ma non si è mai parlato di un vero e proprio genere, non vedo perché si debba fare ora. E’ uno stile che è sempre esistito. Comunque una cosa è certa: noi continueremo per la nostra strada, facendo quello che più ci piace, senza guardare in faccia a nessuno.

Come ti rapporti al concetto di morte? Credi nell’esistenza di un’anima o di uno spirito al di là della dimensione fisica dell’uomo?

Beh, io come tutti ci posso credere o non credere, ma alla fine la verità rimane una e siamo tutti destinati a scoprirla. La morte è il semplice passaggio, uno degli infiniti tipi di passaggi che magari la nostra anima ha compiuto e compirà in altre dimensioni…

Vi sentite parte della scena italiana? Pensi che in Italia ci siano delle bands emergenti valide?

Sì, ce ne sono ma veramente poche, e cioè: Beatrik e Vacuum. Oltre ai vari Forgotten Tomb,Spite Extreme Wing e Altar Of Perversion. Non sono mai stato un fan della scena italiana. Mi sarebbe piaciuto vivere in un paese con una grande e ottima scena, ma purtroppo non è così. È pieno di gente che si boicotta e che si calunnia, per non parlare poi dei magazine che fanno schifo e sono in preda alle mode. E dei gruppi che non hanno talento e che suonano così per hobby. Ho avuto modo poco tempo fa di andare ad un festival in Germania e ho avuto la prova che qui in Italia la scena fa schifo.

Credi che nel black metal esistano ancora quella magia e quell’alone di mistero che circondava questo genere musicale agli esordi?

Secondo me sì. Ultimamente la scena mondiale è migliorata, con l’uscita di grandi dischi e il ritorno di grandi labels. Per esempio secondo me si sentiva la mancanza della migliore label degli ultimi anni: la End All Life Productions, ultimamente è tornata alla ribalta e ne sono molto contento.

Bene, le domande sono terminate. Lascio a te concludere questa intervista come credi…

Grazie per il supporto e a presto.

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