05-03-05, Crevalcore – Bologna

CREVALCORE CAPTA EST!!!
Dopo un periglioso viaggio durante il quale abbiamo dovuto ascoltare fino allo sfinimento la stessa cassetta di un gruppo power (sarebbe troppo complicato spiegare perché, ma le cause vanno ricercate in un’autoradio distrutta e nella nostra incapacità di comprare pile delle dimensioni corrette) giungiamo, ormai convinti di essere due indomiti guerrieri a caccia di draghi, in quel di Bologna, dove inizia la ricerca di una qualsiasi bettola in cui passare la notte dopo il concerto. Trovato alloggio in una confortevole (si fa per dire) locanda e terminata la lunga e laboriosa cerimonia della vestizione, con tanto di face painting true grim and evil (l’espressione della signora della reception quando ci ha visti uscire è stata veramente impagabile!), sulle ali del vento ci dirigiamo, protetti da Odino e ormai certi della vittoria, verso lo Screambloodygore, pronti ad affrontare l’apocalisse. LO SCREAMBLOODYGORE Due parole di elogio su questo posto, per i sottoscritti davvero meraviglioso, ed un plauso ai ragazzi che, tra mille difficoltà finanziarie, si prodigano per dare spazio ad eventi underground ed in generale per mettere a disposizione un luogo dove si possa ascoltare metal a trecentosessanta gradi (metal “serio” s’intende) senza dover fare un mutuo per poter entrare o consumare. Il locale si presenta come un piccolo casolare di campagna e, pur essendo in sostanza “a conduzione familiare”, appare perfettamente adatto ed attrezzato ad ospitare serate come quella odierna. Insomma l’atmosfera e la gente sono proprio quelle giuste. Peccato soltanto per la defezione di due gruppi (Tod e Narnen, che avrebbero dovuto essere della partita) per problemi vari, come ci riferisce il buon Porz prima dello show.
THODDE
Aprono le danze i Thodde, autori di un recente split cd con i Malnàtt (“N.S.B.M. Necro Swine Black Metal”), con uno show potente e pulito che ha l’unica pecca di essere forse un po’ troppo breve. Il frontman e motore del progetto, Herr Thodde, sfodera uno screaming incisivo e tagliente (aiutandosi con un ottimo vino rosso che ingurgita a garganella!) ed è ben supportato dal resto della band. I suoni non sono forse ottimali, in generale piuttosto cupi (è un inconveniente che si ripeterà anche con gli headliners della serata), ma lo spettacolo è piacevole ed i ragazzi suonano con evidente passione e buona capacità tecnica.

MALNÀTT

Ed è la volta dei Malnàtt dell’incredibile Porz (un uomo la cui fama ben presto offuscherà quella di Fenriz) che, giocando in casa, godono di un notevole seguito di pubblico, ed offrono quasi un’ora e mezza di show assolutamente coinvolgente e non convenzionale sotto ogni punto di vista. Il folk black metal dei Nostri ci ha fatto letteralmente impazzire e noi siamo stati ben lieti di lasciarci possedere completamente dallo Spirito del Maiale come tutto il resto dell’audience. Un delirio totale: headbanging dall’inizio alla fine, pogo, balletti e cori sulle note della fisarmonica campionata. I suoni sono a dir poco perfetti, tutta la band è in stato di grazia ed un dieci e lode va alla singer femminile il cui screaming è un vero portento. Il tutto condito dalle battute e dai siparietti del poliedrico e stralunato Porz (guardare le foto per credere), un vero animale da palcoscenico, capace di passare con estrema facilità da invettive “politiche” alla parodia di tutti i luoghi comuni del black metal ma anche di cantare con grande grinta e doti interpretative non comuni. Dio Porz! Che il Sacro Verro sia con voi!

DEATH DIES

Chiudono la serata i patavini Death Dies nelle cui file, come tutti saprete, militano membri degli ormai sciolti Evol e degli Abhor. I Nostri offrono uno spettacolo potente e violento, all’altezza della loro fama ed in perfetta linea con il loro stile. Il pubblico viene letteralmente annichilito dall’intensità e dall’energia dei pezzi, tratti in ugual misura tanto da “Sound Of Demons” quanto da “Product Of Hate”, con l’aggiunta di un brano risalente al primo demo della band ed un paio di cover dei Rotting Christ del periodo “Thy Mighty Contract”, sparati uno dopo l’altro senza un attimo di pausa. Il sound tuttavia non è ottimale (il basso è troppo in evidenza ed in alcuni frangenti tende a coprire gli altri strumenti) e forse vi è un po’ troppa freddezza esecutiva da parte della band che resta sul palco per meno di un’ora. Uno show comunque devastante: massacro!

I Vostri eroi, discretamente pieni di birra, decidono che è il momento di tornare alla locanda per godere del giusto riposo dopo la conquista, non prima però di essersi definitivamente spaccati le ossa nel dopo concerto. Crevalcore capta est!!!