24-04-05, Zoe Club – Milano

Che questo concerto fosse nato sotto una cattiva stella era chiaro fin dall’inizio. Non ritengo lo Zoe Club di Milano un locale adatto ad ospitare questo tipo di manifestazioni, specie in ambito metal estremo, non tanto per le dimensioni del palco (comunque microscopico) quanto piuttosto per l’acustica pessima e per i suoni decisamente leggeri e poco corposi, più da discoteca che da live club. I miei foschi presagi sono ulteriormente confermati dall’assoluta disorganizzazione e dai conseguenti ritardi che trasformeranno quella che doveva essere una piacevole serata di metal in una sfiancante ed interminabile maratona.

Ed infatti gli apripista STORMCROW salgono sul palco con ben un’ora e mezzo di ritardo rispetto alla programmazione prevista (con gran rottura di palle del sottoscritto) ma nonostante questo, riescono comunque, nella scarsa mezz’ora a loro disposizione, a riversare sul (poco) pubblico presente tutta la violenza e la furia distruttiva del loro demo d’esordio “Wounded Skies”, oltre ad una cover degli Immortal tratta da “Pure Holocaust”. La resa sonora è però molto deficitaria, così che il black metal melodico di stampo svedese dei nostri perde gran parte della sua efficacia. Resta da sottolineare la splendida prova di S. Goraath, già apprezzata dal sottoscritto in quel del Thunder Road qualche tempo fa, che riesce a urlare in modo disumano nel microfono e nel contempo a torturare a dovere le sue pelli ad una velocità sovrumana.

È quindi la volta dei brutal death metallers BLASPHEMER, attivi dal 1998 ed autori nel 2002 del demo “Life Kills”. I nostri propongono un brutal gore di matrice classicamente floridiana, con vocals catacombali da far invidia a Chris Barnes con la raucedine. Tutto qui: prendere o lasciare. Considerando che il sound è sempre più impastato e cupo, lascio e decido di uscire a fumarmi una sigaretta.

Le sorti della serata sembrano risollevarsi grazie alla buona prova degli HANDFUL OF HATE, ma sarà solo un’illusione. La band di Nicola Bianchi e Gionata Potenti, uscita di recente con il mini cd “Blood Calls Blood” del 2004, colpisce per compattezza e convinzione e, nonostante il sound resti sempre indegno, spara una dopo l’altra le sue bordate sul pubblico (finalmente cresciuto di numero), fino all’episodio migliore, la conclusiva “I Hate”.

Salgono quindi sul palco i KENOS, fautori di un progressive death metal con aperture dal sapore melodico di matrice swedish e stacchi di trash ultra tecnico, fuori con il recente “Intersection”. Non me ne vogliano gli amanti di questo genere di sonorità, ma ad un grezzone come il sottoscritto questa musica non riesce a trasmettere proprio nulla (è un limite mio, s’intende). Così, dopo tre o quattro pezzi, decido di riadottare la strategia sigaretta ma, complici la pioggia che cadeva copiosa dal cielo plumbeo di Milano ed un buttafuori in vena di simpatie, anche fumare in santa pace era diventato impossibile.

Tocca quindi agli headliners MORTUARY DRAPE.

La band alessandrina, formatasi nel lontano 1986, è senza dubbio da considerarsi tra i prime movers della scena estrema italiana ed internazionale ed albums quali “All The Witches Dance” e “Secret Sudaria” rimarranno in ogni caso pietre miliari del genere. Non sarà dunque questo live act ad intaccare il loro mito. A mio avviso, oltre ai suoni orribili dovuti probabilmente a tecnici non proprio in stato di grazia, che purtroppo hanno inficiato la prova di tutte le bands, Wildness Perversion è stato autore di una prestazione vocale ben al di sotto delle sue capacità. I pezzi dell’ultimo album “Buried In Time”, che è stato da più parti criticato per un eccessivo sbilanciamento verso lidi trash a discapito di quell’alone occulto e misterico ancora ben presente nel precedente, discreto, “Tolling 13 Knell”, hanno mostrato anche in sede live tutti i loro limiti e, purtroppo, anche i vecchi classici non sono stato resi al meglio. Sarà per la prossima volta…