ShadowThrone – Demiurge Of Shadow

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Il black metal sinfonico ha avuto, come tutti coloro che seguono il genere senz’altro sapranno, il suo momento di massimo splendore nella seconda metà degli anni novanta, periodo nel quale sono stati pubblicati autentici capolavori, fino a giungere alla successiva saturazione e all’inevitabile declino qualitativo. Oggi vi sono però ancora alcuni gruppi che continuano a portare avanti con coerenza e discreta personalità questo discorso stilistico e nel novero ritengo che possano essere ricompresi anche i nostrani ShadowThrone, qui al loro debutto sulla lunga distanza, dopo aver dato alle stampe nel 2015 l’ep “Through The Gates Of Dead Sun”. La band in questione vede la partecipazione tra le proprie fila dell’ex Theatres Des Vampires Steph (chitarrista e membro fondatore) e propone un black ricco di evocative orchestrazioni ed oscure melodie ma anche di potenza heavy e di stacchi thrash che ne aumentano esponenzialmente il tasso di aggressività quando è il momento di spingere sull’acceleratore. Uno stile che potrebbe ricordare proprio quello dei Theatres Des Vampires delle origini (prima che approdassero a lidi decisamente più horror/gothic) e che è senza dubbio debitore dei Dimmu Borgir del periodo a cavallo tra “Spiritual Black Dimensions” e “Puritanical Euphoric Misanthropia” ma anche di gruppi come Abazagorath e Obtained Enslavement nei frangenti più lugubri e maestosi. Nonostante i molti nomi che vengono in mente all’ascolto, gli ShadowThrone riescono a mantenere una propria specificità, soprattutto quando mescolano con efficacia il black sinfonico a spunti di altro tipo, lasciandosi andare per esempio a cavalcate metalliche che chiamano in causa i migliori Mercyful Fate/King Diamond (“Theories Behind Chaos”) o sporcando il loro sound con influenze più melodiche e goticheggianti (“Seal Of Opulence”). Insomma l’abilità del gruppo risiede nella capacità di diversificare quel che basta una proposta musicale che, direi per sua stessa natura, è oggi quanto mai inflazionata e sembra aver esaurito le frecce al proprio arco (a basti ascoltare le ultime non esaltanti fatiche proprio dei citati Dimmu Borgir per rendersene amaramente conto). Condito da una registrazione abbastanza potente ma non eccessivamente laccata, “Demiurge Of Shadow” è un lavoro che si lascia ascoltare con piacere e che non deluderà i die hard fans di questo genere di sonorità. Consigliato anche a chi ascolta metal in generale, a trecentosessanta gradi.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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