Falls Of Rauros – Believe In No Coming Shore

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«Man mano che scendevano a sud, il vapore di Rauros s’innalzava sfavillante innanzi a loro come una nebbia d’oro. L’impeto e il rombo delle cascate faceva tremare l’aria senza vento.» Citazione tolkeniana quasi obbligata, per introdurre opportunamente il nuovo album dei Falls Of Rauros, epici e immaginifici proprio come la più pura tradizione fantasy. Il quartetto di Portland (vera roccaforte di un certo modo di intendere il black atmosferico, un nome su tutti: Agalloch) si mantiene costantemente molto attivo a livello discografico, e dopo un ottimo split coi connazionali Panopticon (altro combo da tenere in debita considerazione), propongono il loro nuovo full length, “Believe In No Coming Shore”, nel quale ribadiscono pregi e limiti già espressi in precedenza. Nello specifico i Falls Of Rauros appaiono tanto validi ed emozionanti quanto più aderenti ai territori folk-oriented (“Waxen Voices”), mentre i frangenti più marcatamente black, per quanto competentemente composti, non riescono a emergere e stamparsi nella mente come dovrebbero. Colpa probabilmente di un riffing-work eccessivamente quadrato e ridondante, privo di spunti e picchi indispensabili al necessario entusiasmo del caso. Vale in questo senso la stessa impressione di un gruppo come gli scandinavi October Falls, ovvero un’identità artistica in bilico fra due dimensioni ben distinte, in cui il gioco di equilibrismo fra le parti non sempre riesce alla perfezione. Un disco sospeso fra magia e ordinarietà.