03-02-2006, Transilvania Live – Milano

Come da copione riesco a raggiungere il Transilvania Live di Milano quando l’esibizione dei novaresi THE TRUE ENDLESS é, purtroppo, già cominciata. Non riuscirò mai a capire perché a Milano i concerti devono iniziare praticamente nel pomeriggio, ma tant’é… Per quel che ho potuto vedere, l’esibizione della band mi é sembrata davvero convincente nella sua spietata ruvidezza. La resa sonora é piuttosto limpida, gli strumenti sono ben distinguibili l’uno dall’altro e la band pesca con equilibrio dal proprio repertorio, alternando sapientemente i pezzi più grezzi e diretti del primo album a quelli dal feeling potentemente epico dell’ultima fatica sulla lunga distanza. I The True Endless sono una solida realtà del panorama underground nostrano da ormai un decennio, suonano con passione e buone capacità tecniche e tutto ciò non può che trasparire in sede live, dove il gruppo sa dare il meglio di sé, mescolando nelle giuste dosi suggestioni diverse provenienti dai mostri sacri e padri fondatori del genere come Mayhem, Gorgoroth e Bathory, con una forte dose di personalità. In particolare degna di nota é la prestazione di M. alla chitarra, pulita e precisa ma allo stesso tempo selvaggia e distruttiva. “A Climb To Eternity” e la conclusiva “Dominion Of Euphoria” sono le punte di diamante di uno spettacolo riuscito e coinvolgente.

Dopo una breve pausa, buona per fumare la classica sigaretta, ecco salire sul palco gli ENTIRETY, che purtroppo mi hanno fatto una pessima impressione. Gli strumenti sembrano suonare ognuno per conto proprio, nessuno va a tempo, i riff sono totalmente indistinguibili, le songs sono praticamente identiche l’una all’altra, insomma tutto il live set si risolve in un indigesto pastone sonoro assolutamente irritante e sconclusionato. La prestazione del singer é perfino imbarazzante: si agita per tutto il tempo con movenze da epilettico nel disperato tentativo di far scaldare un pubblico che non lo considera minimamente tanto che a fine concerto la band uscirà di scena nel silenzio più totale, non interrotto nemmeno da un timido applauso (!!!).

Si ritorna per fortuna a fare sul serio con gli OPERA IX, che ho avuto modo di vedere di recente all’ultima edizione del Black Celtic Summit. La tracklist proposta é in sostanza la medesima di quell’occasione con l’aggiunta di qualche songs, visto il maggior tempo a disposizione. Molto buona come di consueto la prestazione di M. alla voce, ma é tutta la band a tenere il palco con la sicurezza tipica di chi é conscio dei propri mezzi ed ha alle spalle anni di esperienza. In un’atmosfera di grandiosa ed arcana epicità, creata anche da una semplice quanto suggestiva scenografia, vengono eseguite alla perfezione le songs più recenti della ricca discografia dei nostri, come la toccante “Battle Cry”, tratta dall’ultimo “Anphisbena” e la magniloquente “Maleventum” (in assoluto il mio brano favorito), senza però trascurare il passato, con pezzi ripescati da “The Black Opera” e “The Call Of The Woods” come la conclusiva e sulfurea suite “Sepulcro”. I suoni potenti e puliti aggiungono spessore alla performance già di per sé assai soddisfacente di una band storica che, nonostante i dubbi di qualche addetto ai lavori, ha ancora, a mio avviso, parecchie cose da dire.