Deviator – Might Ov Ancient

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Esce in edizione limitata a cinquecento copie per la misconosciuta Kundalini Records questo “Might Ov Ancient”, già edito lo scorso anno in formato digitale, quarta fatica sulla lunga distanza degli ucraini Deviator, band della quale non avevo finora sentito parlare ma che vanta una già cospicua discografia (oltre a tre album anche diverse uscite nei formati più vari, ep, demo e split). Si tratta di un duo formato da Lord Hastner e Mictian, benché in passato ed anche attualmente i nostri si siano avvalsi e si avvalgano della collaborazione di diversi musicisti in veste di ospiti più o meno fissi. “Might Ov Ancient” non è un vero e proprio nuovo album, benché sia presentato come tale, ma la riproposizione di un ep, “Thy Immortal Majesty” del 2015 (pezzi da 1 a 3), di un pezzo già contenuto nel demo “Enstrangement” risalente al 2008 (“The Inner Self”), con l’aggiunta di una sola nuova canzone (la conclusiva “Across The Gates Of Oblivion”). Nonostante questo, siamo di fronte ad un lavoro molto omogeneo e sorprendentemente maturo, che coniuga con grande abilità gli stilemi compositivi di certo black metal atmosferico di matrice esteuropea con fughe ambientali altamente evocative (ne rappresenta un ottimo esempio la strumentale e già citata “The Inner Self” ma stralci ambientali sono presenti praticamente in tutte le canzoni), in equilibrio tra furia espressiva e passaggi sulfurei dal sapore ritualistico ed esoterico. Questo elemento, che rappresenta la cifra essenziale dell’opera, è ulteriormente esaltato dall’andamento doomeggiante che spesso e volentieri assumono i pezzi, mai eccessivamente veloci ma al contrario costantemente cadenzati, plumbei e caratterizzati da una fangosa pesantezza che pur non rifugge da un certo senso del ritmo, andando così ad aumentare la fruibilità e l’immediatezza dell’intero lavoro. Per fare dei paragoni, che non credo peregrini e che piacciono sempre tanto a noi modesti recensori, si potrebbero chiamare in causa realtà come Hate Forest e Drudkh ma anche i primi Burzum. Interessante è pure il concept che, per quanto riguarda almeno i primi tre brani, è incentrato sul tema filosofico-religioso della Grande Madre, principio generatore di tutte le cose, al quale tutto ciò che è stato creato è destinato inevitabilmente a tornare. Insomma se amate il black metal più nebbioso e carico di atmosfere magiche e misteriose, qui troverete sicuramente pane per i vostri denti. Davvero una bella sorpresa.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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