Xasthur – Nocturnal Poisoning

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“Nocturnal Poisoning” è il primo, terrificante e rancoroso vagito della creatura Xasthur, solo project di Malefic, personaggio sfuggente e controverso, che dall’assolata California cominciava all’alba del nuovo secolo a spargere il suo velenoso verbo e che negli anni a venire acquisterà sempre maggior peso e visibilità all’interno della scena USBM – grazie ai suoi lavori ed anche a dichiarazioni sopra le righe – ed in particolare nel segmento depressive, sottogenere prescelto ed estremizzato dal nostro per esprimere il proprio male di vivere ed il proprio disagio esistenziale. Tanto che di lì a poco si conierà la definizione “funeral black metal” (per quanto le definizioni possano essere limitative e fuorvianti), per descrivere questo sound così malato, catacombale, lugubre e mortifero. Si tratta in realtà dell’esasperazione di precedenti esperienze musicali (“Suicidal Emotions” degli Abyssic Hate, “The Curse Of Mankind” dei Forgotten Woods, “Filosofem” dei Burzum, per citarne alcuni), dell’ulteriore rallentamento e dell’implosione di sonorità già votate alla negatività ed all’opposizione a qualsiasi forma di vita e di speranza, lungo un sentiero simile a quello che nello stesso periodo percorrono o percorreranno di lì a poco altre valide realtà a stelle e strisce, come Leviathan, Judas Iscariot e Twilight. È chiaro che l’apprezzamento o meno di un’opera così concepita non può che essere strettamente legato ai gusti personali ed allo stato d’animo di che ne fruisce, anche perché la forma canzone tradizionale è completamente abbandonata a favore di composizioni lunghe, insinuanti e fangose, che si diffondono come una nebbia putrida, con l’intento di avviluppare l’ascoltatore in una ragnatela di suoni grigi ed ossessivi. Sostenute da una sezione ritmica soffocata e polverosa all’inverosimile, le linee di chitarra si susseguono e si sovrappongono creando un muro nero, reso ancora più impenetrabile da una produzione da cantina, assolutamente grezza ed approssimativa, vicina al marciume gracchiante dei primi Darkthrone e delle Legiones Noires (non per nulla omaggiate dalla cover dei Mutiilation). Inoltre si prescinde quasi del tutto dall’elemento vocale: l’album ha ampi stralci interamente strumentali e il cantato, quando è presente, è ridotto ad un rantolo mefitico, lontano, pieno di riverberi e difficilmente udibile. Tutti elementi che rendono questo lavoro poco digeribile – anche per i palati più avvezzi ad ogni nefando estremismo musicale – e non agevolmente catalogabile: black metal che sfocia nell’ambient o ambient suonato con gli strumenti tipici del metal? Poco importa quando il tutto è teso a dare corpo ad una disperazione che oltrepassa le note e diviene quasi tangibile. “Nocturnal Poisoning” è il classico disco da prendere o lasciare, lo si ama o lo si odia come qualunque altro lavoro targato Xasthur. Un progetto che, senza stravolgere i consueti stilemi, ha realizzato la sua piccola rivoluzione (o regressione o involuzione, decidete voi), pubblicando opere valide (oltre a questo debutto sicuramente i successivi “Telepathic With The Deceased” e “To Violate The Oblivious”), per poi scivolare – come sovente accade – nel manierismo e nell’autoreferenzialità: un artista che si è comunque ritagliato il suo posto nel gotha del black metal.

REVIEW OVERVIEW
Voto
85 %
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