Maniac Butcher – Černá Krev

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Probabilmente sconosciuti ai più, i Maniac Butcher sono invece da considerare tra i pionieri della scena black metal della Repubblica Ceca, insieme a bands come Silva Nigra, Inferno e Dark Storm. E di questa scena hanno sempre rappresentato il lato più selvaggio, primitivo e senza compromessi, dall’esordio “Barbarians” del 1995 fino all’ultimo “Masakr” datato 2010. Parlo al passato perché non so se il gruppo, storicamente un duo formato da Barbarud Hrom e Vlad Blasphemer, possa riprendere l’attività dopo la prematura scomparsa nel 2015 di quest’ultimo, peraltro principale compositore e strumentista. “Černá Krev” (“sangue nero”, già il titolo è programmatico) è la quarta fatica sulla lunga distanza dei nostri ed è a mio avviso il loro miglior lavoro perché combina la furia distruttiva di certo black metal di matrice esteuropea con un mai sopito spirito pagano ed una registrazione grezza e ruvida al punto giusto, che mantiene intatta l’attitudine underground senza mai risultare inutilmente confusionaria o eccessivamente approssimativa. Come detto ci si muove nei territori del black metal più barbaro e violento, che si concede tuttavia qualche, azzeccatissima, apertura melodica, come ad esempio nell’opener, e qualche rallentamento, come nei due pezzi conclusivi che rispetto agli altri presentano un andamento più cadenzato, da cavalcata epica. Non fatevi ingannare però: i Maniac Butcher sono e restano duri e puri, come dimostrano le valanghe di blast beats, il riffing graffiante e assassino e il cantato bestiale di Barbarud Hrom, davvero l’arma in più del disco e di tutta l’opera dei nostri. E lo dimostra in qualche modo anche il proclama “no female vocals, no keyboards” che campeggia nel booklet, che forse oggi potrebbe far sorridere ma che al tempo era orgogliosamente sbandierato da gruppi come i Maniac Butcher (o anche i Marduk, per citarne un altro) per prendere le distanze dall’ondata gotico-sinfonica allora dilagante. Al di là delle rivendicazioni di ortodossia i Maniac Butcher sono (o sono stati?) sicuramente un gruppo onesto e genuino e a mio parere sottovalutato, forse proprio per l’assoluta indifferenza mostrata nei confronti delle varie tendenze, evoluzioni o “mode” del momento (i nostri sono nati nel lontano 1992 e di “mode” ne hanno viste passare tante). Insomma suonano black metal punto e basta, senza particolari aggettivi qualificativi, di quello che semplicemente si apprezza o si odia, concentrandosi più sulla creazione di determinate atmosfere o stati d’animo piuttosto che sulla ricerca musicale. Personalmente in questo caso apprezzo: nonostante i titoli chilometrici e le pose un po’ pacchiane, siamo di fronte a un pezzo di storia del black metal europeo.

REVIEW OVERVIEW
Voto
80 %
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