Grandiose Malice – The Eternal Infernal

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Esce via Hells Headbangers Records questo “The Eternal Infernal”, primo e anche ultimo album dei Grandiose Malice, gruppo che vedeva coinvolti Matt Glaser (voce, batteria) e Steve Childers (chitarra, basso), quest’ultimo già conosciuto negli ambienti underground come Tregenda, in particolare per la sua militanza di lunga data nei Black Witchery, band tra le più influenti nell’ala più estrema del black/death, insieme ad altre come Conqueror e Archgoat, prematuramente scomparso nel 2016, del quale questo lavoro rappresenta quindi una sorta di testamento artistico e musicale. Le canzoni che possiamo ascoltare in questo disco nascono da un demo prodotto da Childers e avrebbero dovuto uscire per un suo progetto solista: il materiale è stato poi definitivamente registrato nel 2015 con la formazione a due; dopo la morte di Childers è stato recuperato da alcune persone a lui vicine ed ora, grazie anche alla collaborazione di Chris Moyen, qui autore del logo e notissimo disegnatore di innumerevoli copertine dal tratto secco e viscerale, può finalmente vedere la luce. Rispetto ai Black Witchery i Grandiose Malice si presentano come meno radicalmente votati all’intransigenza metallica dura e pura e mettono in evidenza soluzioni chitarristiche decisamente più articolate e ricercate, piuttosto lontane dalla linearità e ossessiva semplicità che da sempre ha caratterizzato le produzioni targate Black Witchery, ma ugualmente in grado di colpire in pieno volto l’ascoltatore con la loro tempestosa brutalità. Ci si muove infatti pur sempre nell’ambito del black/death metal più sanguinolento e sulfureo ma non si bada soltanto alla furia e all’assalto frontale perché, come detto, i pezzi sono costruiti con attenzione ai particolari ed il riffing granitico e impetuoso lascia spazio anche a divagazioni melodiche e a diversi assoli che ci restituiscono l’indiscutibile abilità tecnica di un musicista, probabilmente soffocata in un progetto tutto guerra e blasfemia come i Black Witchery. Restano comunque in primo piano l’approccio selvaggio ed estremista di Childers e l’ultra-violenza sprigionata dalla sua chitarra ma in un contesto meno convenzionale e improntato ad una maggiore libertà creativa. Se amate questo genere di sonorità date un ascolto a questo “The Eternal Infernal” e non ne rimarrete certamente delusi, anche in memoria di un musicista che ha comunque saputo dare qualcosa alla scena estrema statunitense e non solo.

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