Morbosidad – Corona De Epidemia

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Morbosidad: un nome che sicuramente non suonerà nuovo a quanti frequentano abitualmente gli ambienti del black/death metal più marcio, blasfemo e corrosivo. Personalmente li ho sempre considerati dei validissimi mestieranti ma dopo venticinque anni di onorata carriera, cinque lavori sulla lunga distanza ed un numero imprecisato di uscite nei più vari formati (ep, split, demo) come tradizione impone, possono tranquillamente essere ricompresi nel novero delle colonne portanti di un sottogenere che, nonostante i limiti intrinseci, continua a vantare molti sostenitori, insieme a gruppi come Blasphemy, Black Witchery, Archgoat e Impiety. Quest’ultimo “Corona De Epidemia”, come ampiamente prevedibile, non cambia minimamente le carte in tavola di quella che è stata, è e probabilmente sempre sarà la proposta musicale della band capitanata dal singer Tomas Stench, che nel corso degli anni ha messo in mostra assoluta coerenza, intransigenza e totale dedizione al culto, a dispetto di numerosi cambi di line up, primo fra tutti quello dovuto alla prematura e tragica scomparsa del primo batterista Yegros, che costrinse la band a sospendere le attività dal 1995 al 1998. E non è un caso che anche quest’ultima uscita dei nostri venga prodotta e distribuita dalla Nuclear War Now! Productions, etichetta da sempre specializzata nel diffondere il verbo della più cruda e bestiale cacofonia, del quale i Morbosidad sono fieri ed orgogliosi portavoce. E davvero non vi sarebbe nient’altro da aggiungere dal momento che i Morbosidad sono una band assolutamente trasparente, che promette alcune cose e mantiene quello che promette, senza sorprese, nel bene e nel male. In questo disco ho apprezzato, rispetto ai predecessori, una migliore registrazione, specie per quanto riguarda le linee vocali di Stench, impegnato a vomitarci in faccia le sue velenose bestemmie con urla e grugniti degni di un demone impazzito. Segnalo infine la partecipazione, in veste di guest drummer nell’ultima traccia, di Sodomatic Slaughter dei Beherit, altra realtà alla quale i nostri possono essere agevolmente avvicinati. E quindi, in conclusione, non mi resta che augurarvi, ancora una volta, buon massacro.

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