Aborym – With No Human Intervention

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Gli Aborym sono diventati col tempo la principale avanguardia dell’industrial black su scala europea prima e infine mondiale. La loro epopea inizia nel 2003 con il terzo full-lenght “With No Human Intervention”, che sarà il primo di una lunga serie di lavori eccellenti. I primi due cd lasciavano intravedere quanto di buono vi era nel progetto ma per diversi fattori (produzione approssimativa, songwriting a tratti poco incisivo) non avevano permesso alla band di uscire da una dimensione puramente underground. Alla prova del terzo album gli Aborym riescono a creare un ottimo sound che sarà la base per i loro futuri lavori: il disco suona gelido,metallico, tagliente, industrial, senza mai perdere lo spirito black metal, nella musica come nell’atmosfera che si viene a creare. Le tracce sono numerose e numerosi sono i pezzi strumentali dove i nostri dimostrano di saperci fare con l’elettronica, scrivendo canzoni ora più orientate verso l’EBM ora verso l’industrial/ambient, e sapendo attirare verso tali sonorità anche chi, come me all’epoca, non aveva mai ascoltato tale musica. Il connubio tra elettronica e black trova la sua manifestazione più alta nella decima traccia, “The Triumph”, dove gli Aborym uniscono stacchi elettronici a grandi riff, uno splendido assolo ed infine una parte finale puramente EBM che vi farà, passatemi il termine, divertire! Tra le tracce più metal merita una menzione particolare la sesta “Faustian Spirit Of The Earth”, giusto a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che gli Aborym non scrivono musica elettronica con chitarre da accompagnamento ma sono capaci di scrivere grandi pezzi metal con ottimi riff. La band da questo disco in poi sarà capace di integrare nel progetto musicisti illustri della scena black, qualcuno come guest, qualcuno come musicista per diverse uscite (vedi Bard Faust), e in questo disco la voce è affidata ad Attila Csihar, che ha una… certa esperienza nel settore (Tormentor, Mayhem); anche Natterfrost dei Carpathian Forset presta la sua voce per “Alienation Of A Blackened Heart”, oltre che come back vocals su altre tracce, a dimostrazione che gli Aborym da questo cd in poi vengono riconosciuti da diversi “grandi” del black metal nonostante la complessità e diversità della proposta. Il disco paga certo le sue influenze, su tutti Dødheimsgard, primi Mysticum e Thorns, ma è il punto di partenza per tutto il lavoro successivo degli Abroym e per questo, da ascoltare a tutti i costi.

REVIEW OVERVIEW
Voto
80 %
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