Judaswiege – Ashes Of The Heretic

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Esce in edizione limitata a cento copie ed in formato tape, sotto l’egida della sempre attivissima Godz Of War Productions questo “Ashes Of The Heretic”, esordio degli spagnoli Judaswiege, per la verità già pubblicato lo scorso anno, sempre in edizione limitata a cento copie ma in formato digipack dalla Base Records. I nostri sono un duo formato dal polistrumentista Obszen e dal cantante e paroliere Dis e ci sbattono in pieno volto poco più di venti minuti di ruvido e feroce black/speed/thrash, decisamente ottantiano tanto nel songwriting quanto nella resa sonora, artigianale e grezza come si conviene ad un lavoro di questo tipo. Il concept ruota attorno alle nefandezze compiute dall’Inquisizione, istituzione ecclesiastica come noto finalizzata a perseguire e condannare coloro che sostenevano e diffondevano dottrine non conformi a quella cattolica, i così detti eretici. E il disco sembra proprio seguire le fasi di un processo inquisitorio, che si basava su assurde presunzioni e su confessioni estorte con bestiali torture (la culla di Giuda, Judaswiege appunto, sarebbe uno dei tanti strumenti di tortura ma sul suo effettivo utilizzo da parte dell’Inquisizione vi è qualche dubbio), fino all’immancabile esecuzione finale. Le coordinate stilistiche della band, come detto, sono ben individuabili e le influenze speed/heavy garantiscono il giusto equilibrio tra la furia iconoclasta, comunque prevalente, ed una discreta dose di melodia, che nel contesto generale non guasta affatto. È in ogni caso nei frangenti più veloci, violenti ed intransigenti che il combo iberico riesce a dare il meglio di sé, come nella devastante “The Executioner” o nell’autocelebrativa “Judaswiege”, pezzi nei quali emerge in modo evidente il debito dei nostri nei confronti di gruppi quali primi Sodom, Slayer e Exodus. Nulla di nuovo ma i Judaswiege il loro sporco lavoro riescono a svolgerlo egregiamente, per la gioia di tutti i, numerosi, amanti di questo genere di sonorità old school. “Ashes Of The Heretic” è un debutto rispettabile ed un viatico per nuove future produzioni: l’ennesima testimonianza del buon stato di forma della scena estrema spagnola, da pochi conosciuta ma fucina di valide realtà.

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