Murdermass / Mortiis Daemonium – Split

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Seconda uscita per la Neapolis Niger, etichetta che cerca di far circolare al meglio delle sue possibilità realtà campane e non. E seconda uscita anche per le due bands presenti in questo split, che già si erano fatte apprezzare con i lavori d’esordio; ed entrambi i gruppi (soprattutto Mortiis Daemonium) si allontanano in parte da quanto proposto in precedenza. Sul lato A della tape (è questo il formato che avrete tra le mani, limitato a 200 copie numerate a mano) troviamo i Murdermass, divenuti un duo, con l’ingresso di Gothmog alla batteria. E non si può negare che l’entrata di un vero batterista abbia giovato alla resa finale del lavoro di Funestus (il creatore del gruppo), grazie ad un drumming più preciso e potente. Le influenze di Shining o Forgotten Tomb, che erano evidenti nel primo lavoro, si fanno qui più rare, per lasciare il posto ad un lavoro molto più personale, che scava solchi profondi nell’animo dell’ascoltatore, con delle vocals che riescono ad essere molto più varie rispetto al demo precedente, abbastanza influenzate da Burzum, ma che si discostano da quanto fatto dal Conte quando si lasciano andare ad una sorta di cantato a metà tra il pulito e l’urlato. Un lavoro più maturo e originale rispetto ad “Ignoto”, che lascia ben presagire per il futuro di questa band. Profondamente diversa rispetto a “In Nomine Regis Inferi” è la nuova proposta di Mortiis Daemonium. E lo si capisce già dall’intro, basato su un delicato ma disperato arpeggio, supportato dalle urla della mente che si cela dietro questa one man band. Abbandonato il black metal nudo e crudo del demo d’esordio, Mortiis Daemonium si è spostato su lidi decisamente depressive. Un depressive, però, non del tutto derivativo e che non rinnega completamente quanto fatto in precedenza, soprattutto nelle parti più tirate. Le influenze vanno cercate in Nargaroth (a livello strumentale) e Silencer (per le vocals). I brani proposti sono solo due (più intro ed outro), ma entrambi sono lunghi ed articolati, così che la durata non comporta alcuna distrazione. La produzione è rimasta volutamente grezza, come legame con la scena underground più marcia. Un lavoro che segna un ulteriore passo avanti per Mortiis Daemonium, una realtà in continua evoluzione che meriterebbe il salto di qualità dato da un album vero e proprio. Un album che, ne sono sicuro, non tarderà ad arrivare.