Lord Ketil – Long Lone Among The Wolves

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Puro revival true black metal, con il sound grezzo, la produzione artigianale, l’attitudine misantropica e le atmosfere nekro che il genere vantava nella prima metà degli anni novanta: ecco quello che ci propongono i transalpini Lord Ketil (un duo formato dal polistrumentista Alkorne Al Krahan e dal cantante Psycho), ma suonato con una classe ed una personalità che li pongono ben al di sopra delle infinite schiere di quanti nel corso degli anni si sono fatti semplici epigoni dei maestri del passato. Figli illegittimi di Belkètre, Mütiilation, Vlad Tepes e di tutta la combriccola delle Légiones Noires, bands delle quali recuperano a piene mani l’eredità, i nostri sono attivi da una dozzina d’anni ed hanno alle spalle un ep (“Dod Under En Frossen Himmel” del 2010) ed il full length di debutto (“The Way Of The Opponent” del 2016). Questo “Long Lone Among The Wolves” rappresenta dunque la seconda fatica sulla lunga distanza per una band tutt’altro che iperproduttiva ma che si dimostra particolarmente ispirata nel riproporre stilemi ben noti, caricando la propria musica di una cattiveria e di un’aura mortifera davvero fuori dal comune. L’odio trasuda copiosamente da rasoiate crude e raggelanti come “Seven Witches Came To Sabbath” o “Let The World Ablaze”: riffing scarno ed essenziale come da tradizione, registrazione polverosa, sezione ritmica minimale ma efficace ed uno screaming acuto da bestia ferita veramente demoniaco. Tutti elementi assolutamente classici che i Lord Ketil dimostrano di saper padroneggiare a piacimento fondendoli in trame dense ed oscurissime che ci restituiscono un feeling putrescente e malevolo. Oltre ai gruppi sopra citati vengono ripetutamente chiamati in causa, tra gli altri, Black Funeral, Craft, Hellkult e Massemord ma la ricetta dei nostri, per quanto ampiamente conosciuta, risulta sempre coinvolgente, grazie anche ad alcuni accorgimenti e piccole variazioni sul tema che contribuiscono a diversificare l’ascolto, come l’assolo intriso di tristezza e malinconia che spezza in due l’opener “Wild Hunt” o le disperate e cantilenanti clean vocals utilizzate in “From Ashes To Ashes” e nel chorus di “Blood Flowed To The River”. Viscerale, marcio e old school fino al midollo, “Long Lone Among The Wolves” appartiene a quella categoria di dischi che vanno ascoltati privilegiando assolutamente un approccio emozionale, obbligatorio in questi casi. In tre semplici parole: true black metal.

REVIEW OVERVIEW
Voto
80 %
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