Ad Hominem – Napalm For All

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Ben sedici anni sono trascorsi dal full length di debutto di questa band francese che ha fatto dell’immagine estrema e dei testi provocatori i suoi punti di forza. Spesso esaltati dalla critica, ritengo siano sempre stati enormemente sopravvalutati. Quest’ultimo disco è qui recensito in anteprima essendo la data di uscita fissata a metà aprile ed è, come il precedente “Antitheist”, prodotto dalla Osmose, dopo che i transalpini hanno tentato il grande salto abbandonando una delle etichette regine del black più oltranzista, la Darker Than Black. Il loro marchio di fabbrica è subito distinguibile, black/thrash suonato molto bene, registrato molto bene, cantato molto bene etc. Gli Ad Hominem saranno felici di aver raggiunto un discreto successo e alla luce dei primi dischi è anche in parte meritato, ma ciò non giustifica le ultime produzioni che, compresa quest’ultima fatica, hanno intrapreso una direzione non buona. Anonima. Non vi è quasi differenza tra le varie tracce e cosa incredibile ma vera, i blast beast sono messi in secondo piano! Giusto per aumentare la dose di noia. Il mio giudizio è così negativo perché dopo le loro prime uscite mi aspettavo qualcosa in più, si pensava potessero essere i nuovi Marduk,  e invece devo constatare che sono diventati l’ennesima band di plastica. Plastica nera, ma sempre plastica. Sono sicuro che al momento della sua uscita anche questo disco verrà valutato positivamente, ma il consiglio che posso darvi è di ascoltarlo, metterlo da parte, e mettere su “A New Race For A New World”.

REVIEW OVERVIEW
Voto
50 %
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