Dark Funeral – Where Shadows Forever Reign

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“Where Shadows Forever Reign” esce precisamente vent’anni dopo l’esordio targato Dark Funeral “The Secrets of the Black Arts” e la cosa che prima di tutto salta all’occhio una volta preso in mano il cd è la copertina che fa tornare alla mente proprio “Secrets…”. Rispetto a quegli anni è cambiato praticamente tutto a livello di scena musicale estrema e, in particolar modo, nell’ambito black metal ma i nostri non hanno mostrato nel corso della loro ventennale storia di scendere a compromessi o di voler variare la loro concezione di musica. Altro fattore da considerare è il cambio di cantante, Emperor Magus Caligula difatti è stato sostituito prima da un poco convincente Nachtgarm e ora su questo nuovo full length, in pianta stabile, da Heljarmadr che ha un’impronta vocale molto simile a quella di Caligula. Musicalmente il disco ritorna su uno stile primordiale, dimostrando un arrangiamento ottimo e una produzione davvero incisiva, aspetto che negli ultimi due dischi si era un po’ perso. I brani sono quasi tutti velocissimi, con sporadici mid-tempos, come “Temple of Ahriman”; questi momenti cadenzati, per usare un eufemismo, non sono il punto forte della band svedese ma comunque spezzano l’andamento globale. Il sapore della musica è decisamente classico per i Dark Funeral, ovvero un black violento e martellante con una leggera venatura malinconica nelle chitarre. I brani più convincenti a primo impatto sono “The Eternal Eclipse” e la conclusiva title-track; c’è da dire che rispetto a dischi come “Diabolis Interium” si è persa la volontà di caratterizzare i brani in maniera decisa, preferendo una maggiore linearità, questo favorisce la compattezza del disco ma va a sfavore della sua varietà e longevità. I punti di forza di questo album sono l’intransigenza, l’ottima produzione e gli arrangiamenti pregevoli, per il resto tecnicamente rimaniamo su standard minimali – batterista a parte -, e non c’è traccia di evoluzione stilistica, anzi, si torna praticamente al 1996. Il nuovo vocalist non fa rimpiangere (almeno non troppo) il buon Caligula. Se vi piacciono i Dark Funeral più datati prendete a scatola chiusa “Where Shadows Forever Reign”, un prodotto di buona fattura che strizza l’occhio al passato.