KING SATAN + RABID 09/04/2018 – THE ONE LIVE CLUB (CASSANO D’ADDA)

Serata per pochi intimi quella che ci ha offerto il The One Live Club di Cassano D’Adda: complici la cadenza infrasettimanale (il lunedì non è certamente il giorno migliore per un concerto di questo tipo) e la pioggia incessante, il locale, recentemente ristrutturato e molto migliorato a mio parere rispetto al passato per quanto riguarda l’ambiente (adesso ricorda un po’ il vecchio Transilvania: completamente nero, con ragnatele e teschi ovunque) e la resa acustica, non fa registrare proprio il tutto esaurito… ma a chi importa? Abbiamo così l’opportunità di scambiare quattro chiacchere in tutta tranquillità con i ragazzi dei Rabid e dei King Satan, in giro per l’Europa per promuovere il loro primo disco (“King Fucking Satan”, qui la recensione) con un tour organizzato direttamente ed in completa autonomia, tutti molto simpatici e disponibili.

Ad aprire le danze sono gli italiani Rabid, dei quali è da poco uscito il primo lavoro, ovvero il demo “First Infection”(qui la recensione) dal quale vengono estratti tutti i pezzi proposti, oltre ad una nuova canzone (intitolata, se ho ben compreso “… And Don’t Deliver Us From Evil”).

I nostri sono un power trio classico e ci propongono un altrettanto classico e tradizionale black metal devoto alla vecchia scuola della prima metà degli anni novanta, con influenze ortodosse provenienti dai vari Gorgoroth, Darkthrone, Trelldom, Vargsang e compagnia. La resa dal vivo è discreta e brani come “Doom” e l’autocelebrativa “Rabid”, per quanto prevedibili, risultano carichi di rabbia e coinvolgenti nella loro genuina primitività. Il muro sonoro è gelido e sferzante grazie ad una sezione ritmica ben impostata (mi ha positivamente impressionato soprattutto la batterista Astrid), sulla quale le chitarre e la voce intrecciano riff malevoli e urla lancinanti. Una bella scoperta, nell’attesa della prima prova sulla lunga distanza, di prossima pubblicazione.

È quindi la volta dei finlandesi King Satan, capitanati dal funambolico singer Aleister, che si presentano sul palco con un look pazzoide e abbastanza lontano dai consueti canoni, così come la loro musica, che poco ha a che fare con il black metal propriamente detto, se non a livello di attitudine e concept.

Quel che ci propone il quintetto di Tampere è infatti un folle e schizofrenico ibrido industrial-metal-electro-rockandroll che dal vivo risulta forse un po’ più confusionario che su disco ma altrettanto dirompente e adrenalinico. Nonostante la scarsa affluenza di pubblico la band suona con convinzione, diverte e si diverte in modo evidente, coinvolgendo i presenti.

C’è qualche problemino alle casse di basso e chitarra e qualche imperfezione esecutiva ma sono intoppi irrilevanti di fronte all’energia contagiosa sprigionata da pezzi trascinanti come “Dance With The Devil”, “As  Above So Below”, “Enter Black Fire”, “Psygnosis” e “Satanized” (per me già un inno), con Aleister a fare da mattatore (con immancabili parolacce improvvisate in italiano), ben coadiuvato dai suoi compagni di avventura. Peccato solo per la durata ridotta dell’esibizione; avrei gradito un paio di pezzi in più ma sarà per la prossima volta. Fuck the rest, Satan is best!

In conclusione, una serata bella e piacevole, di quelle che ti riconciliano con la passione per la musica. Anche questo è underground!

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