Absurd – Raubritter

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Nuovo ep, antecedente al full “Blutgericht”, per i tedeschi Absurd. Questo controverso gruppo sin dal 1992 fa sentire la sua voce con perseveranza e decisione, nonostante le molte polemiche attorno al suo nome. Il nuovo ep presenta sei tracce per un totale di soli venti minuti di musica. Qualche accordo di chitarra acustica trasmette uno strano calore ad inizio cd; di lì a poco taglienti riff black dipingono strane melodie. Un insistente giro particolarmente melodico, sognante e semplice si alterna alle parti cantate, accompagnate da un tappeto più veloce e martellante. Notiamo subito l’ottima resa del cantato in tedesco, lingua forse più efficace per il black rispetto all’inglese. Proprio la prima song, la migliore a mio parere, musicalmente raffigura bene il fiero guerriero in copertina, unendo la statuaria sua posa con il calore del rosso acceso, riesce a trasmettere una sensazione di fierezza ed orgoglio. Questo è l’episodio che maggiormente distingue l’ep; proseguendo possiamo ritrovare degli spunti che riconducono a questo incipit, ad esempio in “Ueber Die Weiten Midgards” o ancora più lento ed accentuato in “Die Rote Rune”. Le due tracce finali danno più senso all’uscita aumentando, almeno, il minutaggio. Fra le due “Permafrost” è particolarmente classica nello stile e passabile senza spunti degni di nota. “As The Fullmoon Disappears” chiude il disco e convince di certo maggiormente. Dura solo due minuti ma, grazie ad un’alternanza cantato pulito/screaming e ad una fiera melodia di fondo, riesce a risultare un’epica e azzeccata conclusione del lavoro. Gli Absurd, secondo me, riescono a realizzare una discreta uscita per inaugurare il nuovo album del 2005. Un dischetto limitato a 500 copie che prenderei in considerazione in quanto degna rappresentazione della poetica di questo progetto.