Furia – Nocel

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I Furia (da non confondere con le molte altre bands che portano il medesimo nome) vengono dalla Polonia e sono giunti con questo “Nocel” al non trascurabile traguardo della quarta fatica sulla lunga distanza. Siamo al cospetto di un disco decisamente sperimentale, teso verso lidi in senso lato avant-garde e libero da qualsiasi facile classificazione. Stilisticamente si potrebbe azzardare un paragone con gruppi quali Woods Of Infinity o Lifelover ma il parossismo progressivo dei Furia è davvero tracimante e porta il gruppo a mescolare differenti approcci, in modo a tratti perfino confusionario e poco fluido. In quest’opera si susseguono nella stessa canzone feroci sfuriate black metal, momenti cadenzati e riflessivi, arpeggi melodici, squarci avvolgenti dal sapore ritualistico ed altri dal mood più freddo e meccanico: come se i nostri si sforzassero di calare l’epicità tipica della scena dell’Est Europa in una dimensione più moderna, raffinata ed asettica, ulteriormente esaltata da una produzione piuttosto levigata, potente ed heavy. Anche il cantato è caratterizzato da una caleidoscopica varietà: lo screaming-growling (peraltro sui generis) resta predominante ma è affiancato da parti recitate, altre sussurrate e folli lamenti, in un vortice cangiante che accompagna la musica con la stessa imprevedibilità di questa. Francamente (ed è senz’altro un mio limite) il mio orecchio ha trovato tutta questa frenesia compositiva ed esecutiva – che sembra confluire verso derive quasi jazz –, leggermente poco digeribile ed in ogni caso un po’ forzata. Ma si tratta veramente di impressioni personali, perché l’abilità tecnica del gruppo non può essere messa in discussione. Se il vostro cuore metallico batte all’impazzata per dischi come “Spheres” o “Into The Pandemonium” (o anche “Images And Words”), qui troverete senz’altro pane per i vostri denti: forse pretenzioso ma “Nocel” resta comunque un lavoro estremo nel senso pieno del termine, nella concezione e nella realizzazione.

REVIEW OVERVIEW
Voto
65 %
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