Naogizaga – Humus

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Non sono purtroppo riuscito a rinvenire notizia alcuna di questa oscura entità underground proveniente dal Veneto di cui mi è pervenuto il demo in formato CD-R. Registrato nel dicembre del 2004, il dischetto in questione presenta spunti interessanti anche se, è bene dirlo fin dall’inizio, il suono è sporco e rugginoso ai limiti dell’inascoltabile. Il lavoro è diviso in due parti: la prima, “In Nomine”, si apre con due songs assai scarne e semplici ma dall’efficace andamento ritualistico che crea un’atmosfera arcana e misteriosa vicina, a tratti, ad alcune cose degli Abruptum più claustrofobici e gracchianti. Il terzo pezzo, invece, fatta eccezione per una breve intro tastieristica, è la classica black metal song alla Darkthrone, senza infamia e senza lode. Nella seconda parte dell’opera, “Humus”, la qualità della registrazione se possibile peggiora ulteriormente, tanto che è davvero difficile distinguere gli strumenti e la voce nell’indistinto marasma sonoro. Qui le songs sono più canonicamente black metal, ma sempre permeate da un alone lugubre e mortifero che sprigiona un feeling nero e marcio accostabile all’aura maligna delle migliori bands di quelle che furono le Legions Noires (Belketre, Vlad Tepes, primi Mutiilation). Le vocals poi sono davvero sofferte e lancinanti ed i testi, completamente in latino (almeno così pare), contribuiscono ad aumentare l’aura quasi magico-sacrale delle composizioni. Un’opera sicuramente ancora acerba e grezza ma che lascia intravedere una forte dose di personalità e buone idee che, se sviluppate nella giusta direzione, credo porteranno in futuro i loro frutti. Peccato davvero per una registrazione decisamente insufficiente.