Abhor – Occulta ReligiO

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I veneti Abhor sono una realtà ormai ampiamente consolidata nel panorama black metal tricolore. La band capitanata da Domine Saevum Graven e Ulfhedhnir è attiva dal lontano 1995 ed ha contribuito in maniera determinante, insieme a gruppi del calibro di Mortuary Drape, Opera IX e Death SS, pur restando forse più nell’ombra, a dare forma musicale e contenuto lirico ad un certo genere di metal occulto tipicamente italiano, carico di suggestioni esoteriche e di un’inconfondibile feeling rituale, conosciuto ed apprezzato forse più all’estero che entro i patri confini. Questo “Occulta ReligiO”, settima fatica sulla lunga distanza dei nostri, via Iron Bonehead Productions, non rimescola più di tanto le carte in tavola e ci propone i consueti stilemi ormai marchio di fabbrica della band patavina, unendo in maniera efficace il feeling orrorifico di un album come “I.gne N.atura R.enovatur I.ntegra” (qui la recensione) con l’aggressività e l’oscurità black di un lavoro più feroce come “Vehementia”. Siamo di fronte ad un’opera che esalta le caratteristiche salienti del sound degli Abhor e ce le restituisce con maturità e piena consapevolezza dei propri mezzi. E basta in effetti la doppietta iniziale a mettere immediatamente in chiaro le cose: riffing heavy e cupissimo, urla fosche e demoniache, note d’organo, parti sospirate e recitate in clean vocals e sinistre melodie, ad incorniciare un incipit davvero niente male. Il disco procede sulle medesime coordinate stilistiche, mantenendosi su livelli qualitativi decisamente elevati e producendo i propri picchi espressivi in pezzi sulfurei ed elaborati come “Demons Forged From The Smoke” e la title track, posta in chiusura quasi a rappresentare una sorta di summa dello stato attuale del gruppo ed un bignami delle potenzialità di una band che ha comunque saputo ritagliarsi il suo spazio personale nell’ambito dell’affollata scena underground. Ciò che colpisce maggiormente sono l’alchimia complessiva e la cura dei dettagli: nulla è lasciato al caso, dagli arrangiamenti alla registrazione, e viene messo in mostra anche un certo piglio progressivo, non completamente nuovo ma in quest’occasione più evidente che nelle precedenti uscite dei nostri. In conclusione, una solida conferma, che non potrà che accontentare gli appetiti dei consumatori di questo genere di sonorità.

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