Inféren – Inféren

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Duo proveniente da Bergamo e formato da Al Azif (voce, chitarra, basso) e Schins (batteria), gli Inféren giungono al traguardo dell’omonimo debutto sulla lunga distanza, dopo un demo ed uno split in compagnia dei greci Wolfpack Legacy. “Inféren” è un lavoro quadrato e granitico, che mette in mostra un sound fortemente ortodosso e legato a doppio filo alla vecchia scuola, specialmente a quella svedese (Dark Funeral, Setherial, primi Marduk), per via di un approccio che unisce abilmente velocità ed impatto furioso con gelidi intrecci melodici. Le parti tirate sono senz’altro quelle più numerose e quelle nelle quali i nostri si esprimono al meglio, pur non disdegnando qualche angosciante e sulfureo rallentamento. Ogni pezzo rappresenta il tassello di un continuum musicale coeso e monolitico, levigato nella forma e nella sostanza: risulta evidente come la band abbia lavorato con pazienza certosina curando ogni dettaglio, dall’artwork alla produzione, particolarmente heavy e potente, all’aspetto lirico e concettuale dell’opera. Sotto questo profilo segnalo l’autocelebrativa title track, cantata in dialetto bergamasco dallo special guest Abibial (Imago Mortis): una sorta di rappresentazione musicale di un “inferno popolare”, genere pittorico molto diffuso nelle chiese e nelle cappelle votive dell’arco alpino padano che raffigura, come un monito per i fedeli, le terribili e sanguinose punizioni inflitte da mostruosi diavoli ai peccatori (sulla funzione educativa e divulgativa di questo tipo di rappresentazioni, come di quelle dei bassorilievi nelle chiese e nei monasteri, in epoche in cui la quasi totalità della popolazione era contadina e completamente analfabeta, si diffonde con grande lirismo anche un celebre passo de “Il Nome Della Rosa” di Umberto Eco). “Inféren” è un disco solido e veramente infernale, che riesce ad incanalare la brutalità in strutture ragionate e la violenza in passaggi chirurgici e taglienti: piacerà soprattutto agli amanti del black metal vecchio stile più votati alla ferocia e all’aggressività.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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