Sacramentum – Thy Black Destiny

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A metà degli anni novanta, in quello che fu probabilmente il momento migliore per il genere, il black metal sfornava band a profusione e nel caos generale qualcuna è passata inosservata. Tra le “meteore” di quegli anni ci sono i Sacramentum. Nati in Svezia da musicisti già impegnati in altri progetti (tra cui i Lord Belial), esordiscono sotto Adipocere nel 1996 con un capolavro indiscusso:  “Far Away From The Sun” (qui la recensione). Dopo il passaggio alla Century Media, bissano un anno dopo con “The Coming Of Chaos”, album che è lontano dalla qualità dell’esordio e che appare purtroppo confusionario. Ma i Sacramentum non erano morti, anzi, e due anni dopo tornano in studio per questo terzo ed ultimo album: “Thy Black Destiny”. Ascoltando i cd dei Sacramentum si capisce come i nostri fossero almeno un decennio avanti e forse sono stati sottovalutati da pubblico, etichette e critica (non mi spiego la loro repentina fine), vista la qualità e quantità impressionante di musica scritta dagli svedesi. Questo terzo album è un qualcosa di magistrale, black metal melodico misto a death, misto a grande musica, punto. Un disco suonato benissimo con grande perizia tecnica e senza momenti di pausa; siamo davanti a poco più di mezz’ora che scivola via in un soffio. Ottimo anche il suono, con una batteria sempre presente che alterna blast beat ad hammer blast a momenti più epici e trascinanti; i chitarristi Anders Brolycke e Niclas Andersson impreziosiscono il tutto con assoli melodici e memorabili. Tutto è al posto giusto e la scelta di registrare di fatto “soltanto” otto pezzi (più intro ed outro) rende giustizia ad un prodotto da divorare e poi riascoltare con più calma per apprezzarne le varie sfaccettature. Questo è un disco storico, non ho dubbi, un capolavoro senza tempo nonostante i vent’anni ormai passati. I Sacramentum saranno durati appena un lustro ma meritano il posto d’onore che gli compete. Letali!

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