Black Funeral – Ordog

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Nuova uscita discografica per i Black Funeral, band statunitense che fece la sua fortuna in ambito underground nella metà degli anni novanta, sfornando un paio di dischi pregni di malvagità e con un tocco personale nel suono non indifferente. “Ordog” riprende gli stessi suoni del suo predecessore “Az-I-Dahak”, cercando di rendere la proposta più complessa e articolata. Sin dai primi ascolti è evidente come il disco in questione si mostri in tutta la sua difficoltà d’ascolto, palesando un suono e un andamento che potrebbero generare repulsione in molti ascoltatori. Un suono affossato, dalle tinte orientaleggianti, accostabile ad un black tendente verso la venatura orrorifica e seguendo gli stilemi compositivi dettati dalla scuola darkthroniana. Rispetto al precedente lavoro qui troviamo pezzi più dinamici che, però, riescono a mantenere intatta l’atmosfera dissacrante. Per aumentare l’impatto sono presenti cori e tastiere; elementi che non prendono mai un ruolo predominante bensì si limitano a fare da contorno alla musica che scorre, arricchendo il suono che evidenzia l’uso di una fredda drum machine. La proposta si mantiene sullo stesso binario stilistico per tutti i suoi cinquanta minuti di durata, a volte non riuscendo a presentare elementi abbastanza interessanti da far mantenere alta la tensione del lavoro e l’attenzione dell’ascoltatore. Questo andamento piatto fa rimpiangere la bellezza dei primi lavori dei nostri che riuscivano a risultare interessanti ed ispirati per tutta la loro durata. Sono anche presenti sporadici inserti di elettronica che contribuiscono ad amplificare l’atmosfera orrorifica anche se non stravolgono la qualità complessiva del lavoro. Il disco in questione non riesce a riproporre e raggiungere i fasti passati del gruppo ma presenta comunque degli spunti interessanti e risulta consigliabile a coloro i quali hanno gradito il precedente “Az-I-Dahak”. L’evoluzione dei Black Funeral di oggi segue in maniera evidente le orme di questo disco non riuscendo, però, a giustificarne pienamente l’uscita.