Adragard – From The Burning Mist

0
531

Il progetto abruzzese Adragard nasce nell’ormai lontano 1997 come one man band di Lord Adragard e l’anno seguente dà alle stampe il demo di debutto “Tenebrae Factae Sunt” (qui la recensione). Dopo ben undici anni di silenzio la band torna, incarnata in un duo, con l’entrata in pianta stabile nella formazione di NifèroN, e con questa line up pubblica il secondo demo (“Neverending Necro Void”, qui la recensione) ed il primo full length (“Sadistic Delirium Manifest”), rispettivamente nel 2009 e nel 2010. Ora, dopo un altro lungo intervallo, il gruppo risorge nuovamente dalle sabbie del tempo e pubblica questa seconda fatica sulla lunga distanza, con una formazione a quattro e, per la prima volta, con l’ausilio di un batterista in carne ed ossa. Se all’esordio il sound del progetto Adragard era legato a doppio filo ai classici stilemi raw black metal, con i due lavori successivi queste sonorità sono state declinate con un piglio leggermente più moderno e, a tratti, quasi industrialeggiante. Ora questo “From The Burning Mist”, edito dalla misconosciuta etichetta polacca Perkun Records in formato cd e in versione tape limitata a sessantasei copie dalla Depressive Illusion Records, recupera invece decisamente le sonorità black più pure ed incontaminate, tanto che, per come è concepito e suonato, se non se ne conoscessero la provenienza geografica e la data di uscita, potrebbe tranquillamente sembrare un demo registrato in qualche oscura e umida cantina di Trondheim nel 1994, ed anche l’artwork in rigoroso bianco e nero appare perfettamente in linea con le uscite di quel periodo, tanto rimpianto quanto imitato. Gli Adragard vogliono evidentemente rendere il loro omaggio a quella tradizione ormai lungamente consolidata e lo fanno con convinzione e sufficiente personalità, riuscendo anche a diversificare i pezzi l’uno dall’altro quel tanto che basta per evitare il fastidioso effetto fotocopia, che spesso trasforma questo genere di prodotti in sterili esibizioni della tecnica del copia-incolla. Qui abbiamo certamente il classicissimo riffing di scuola darkthroniana ma vi sono anche parti più cadenzate che rimandano ai migliori lavori di Burzum (in “Desolate Woods And Infinite Darkness” l’influenza è lampante) e, specialmente nella seconda parte del disco, molti passaggi rallentati e mortiferi, quasi ai limiti del funeral doom. Nulla che non si sia già sentito parecchie volte ma gli Adragard non hanno sicuramente la pretesa di essere degli innovatori e dimostrano di sapere il fatto loro dando corpo, attraverso strutture lineari ma efficaci, ad atmosfere gelide e rituali dal sapore decisamente necro e cariche di odio e misantropia, che possono facilmente ricordare i nebulosi lavori delle Légions Noires, anche per la registrazione affossata, molto sporca e dal gusto retrò. A conti fatti questo “From The Burning Mist” piacerà soprattutto ai nostalgici e potrà far storcere il naso a chi è alla ricerca di nuove contaminazioni: un lavoro che guarda assolutamente al passato e ci segnala che una certa concezione del black metal, più intransigente e canonica, è ben lungi dal poter essere considerata morta e sepolta. A voi la scelta.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here