Icehenge – At The Heart Of Titan Where The Stars Shine

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Mini cd d’esordio autoprodotto per gli Icehenge, quintetto proveniente dalla Toscana (la band rivendica molto orgogliosamente le proprie radici “regionali”), del quale fanno parte membri degli Altar Of Perversion. La prima caratteristica positiva da sottolineare in questo lavoro è l’estrema professionalità della registrazione, realizzata ai Paraphernalia Studio di Prato, potente e cristallina senza risultare affatto “plastificata” in modo fastidioso. Altrettanto professionale è l’artwork, opera del bassista del gruppo Rexor Velthasclan, con alcuni disegni di stampo fantasy piuttosto suggestivi. Dal punto di vista prettamente musicale i nostri si muovono su coordinate black metal di stampo squisitamente nordico, con un riffing che riprende alcuni elementi thrash, sulla scia degli Immortal di “At The Heart Of Winter” e “Damend In Black”. L’andamento dei pezzi è asciutto e veloce e a tratti vi sono rimandi alla scuola svedese, primi Marduk in testa; è presente anche qualche passaggio melodico, vicino a gruppi quali Dissection, A Canorous Quintet e Sacramentum. Manca ancora agli Icehenge la giusta dose di creatività indispensabile per affrancarsi in maniera decisa dai propri modelli di riferimento e per diversificare maggiormente la propria proposta, ad esempio inserendo qualche parte atmosferica in più, con un maggior utilizzo della chitarra acustica, che fa già la sua comparsa nella conclusiva “Fanum Veltune”, l’episodio migliore del lotto con i suoi numerosi e repentini cambi di tempo. A tratti i brani appaiono troppo dispersivi e una maggiore compattezza avrebbe senz’altro giovato alla resa finale di questo lavoro, che risulta comunque piacevole all’ascolto, anche se forse ancora “incompiuto”. La musica e le liriche risalgono a qualche anno fa, quindi si presume che i nostri abbiamo nel frattempo maturato l’esperienza necessaria per dar vita nel prossimo futuro ad un full lenght maturo e personale. Staremo a vedere.