Darkestrah – Sary Oy

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Folgorante debutto sulla lunga distanza per i Darkestrah, band originaria del lontano Kyrgyzstan, i cui membri risiedono attualmente in Germania. “Sary Oy” uscì per la Curse Of KvN Sadistic, etichetta di Kanwulf (oggi non più attiva), factotum dei Nargaroth, dei quali Asbath, leader dei Darkestrah, è live session dietro le pelli. In questa prima fatica dei nostri ci troviamo di fronte ad un black metal selvaggio e primitivo, che riesce ad equilibrare con grande maestria ed insieme spontaneità le classiche sonorità pagan con influenze provenienti dalla musica folk tipica delle terre lontane d’origine della band. Il concept è basato sul mito kyrgyzo di tre divinità femminili legate alle forze della Natura, ad ognuna delle quali è dedicata una canzone. Si parte con la title track, di circa dieci minuti di durata, che inizia con oscure e flebili melodie costruite sul suono del flauto e di strumenti tradizionali, per poi crescere d’intensità con l’introduzione delle chitarre e della batteria ed un tipico screaming black. Il secondo pezzo è forse quello più spiazzante: una lunga suite interamente strumentale che parte come una nenia misteriosa e si trasforma sul finale in una sorta di danza travolgente, intrisa di elementi squisitamente folk e tribali. La conclusiva “Kyzil Oy” dura oltre venti minuti ed è bilanciata tra elementi propriamente black e passaggi “ambient”, caratterizzati dall’ampio utilizzo di tastiere, come se il sound sinfonico dei primi Emperor o dei Nokturnal Mortum fosse immerso in un’atmosfera orientale ed esotica, dal feeling cupo e fantastico. La produzione non è troppo cristallina e conserva quel grezzume di fondo che ben si amalgama con il mood generale dell’album. Questo lavoro è l’ennesima dimostrazione di come il black metal, più di qualunque altro genere, possa combinarsi e contaminarsi con sonorità diversissime, con risultati sorprendenti ed affascinanti. I Darkestrah daranno alla luce altri dischi interessanti e dai suoni più levigati e curati, ma mai pregni del misticismo panico e dell’aura paganeggiante che sprigionano da questo autentico capolavoro. Da avere assolutamente.

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