Faction Senestre – Civilisation

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“Ta civilisation est en péril, je le prédis et tu t’enfuis”: questa la profetica frase che campeggia all’interno del booklet e che viene ripetuta ossessivamente, come un mantra, all’inizio (e alla fine, quasi a voler sottolineare la struttura circolare e lo spirito perfettamente autarchico dell’opera) di “Civilisation”, ep di debutto (almeno a quanto è dato sapere dalle scarne notizie a disposizione), edito in formato tape grazie alla collaborazione tra Zanjeer Zani Productions e Necrocosm Productions, dei Faction Senestre, ensemble francese dedito ad una sorta di neofolk/industrial/dark ambient, del quale fanno parte membri di realtà già note nella scena black (e non solo) transalpina come Malhkebre, Rosa Crux, Sektarism e Still Volk. Si tratta di un’esperienza sperimentale che si dipana in un unico episodio di oltre venti minuti di durata, suddiviso al suo interno in quattro capitoli e caratterizzato da un andamento ritualistico e spiccatamente avantgarde, che crea un’atmosfera occulta grazie all’intreccio tra linee rumoristiche, elementi industrial, divagazioni dark ed una voce recitata e stentorea, che lancia le proprie velenose invettive di stampo nietzchiano come da un pulpito maledetto, rigorosamente in lingua madre. Il lavoro mette in mostra un piglio militante e marziale molto spiccato, sottolineato sia dal progredire della recitazione, sempre più folle e dittatoriale, sia dai molti momenti nei quali sono le percussioni e le ritmiche ossessive a prendere decisamente il sopravvento, mentre le tastiere, tra pieni e vuoti, disegnano trame oscure, degne della colonna sonora di un film horror. Com’è facile intuire, “Civilisation” è un’opera di non semplice assimilazione, che potrebbe richiamare alla mente i lavori di gente come Henry Möller e Frederik Söderlund e quindi progetti come Puissance e Arditi: un’opera concettualmente vicina a certo black metal ma musicalmente molto distante, segno che un feeling simile si può costruire in modo altrettanto valido tanto con le chitarre quanto con synth e beats elettronici, che in questo caso non sfociano mai nella melodia orecchiabile, rendendo la fruizione ancora più ostica per quanti non bazzicano questo tipo di sonorità. Ascolto difficile ma comunque consigliato agli amanti del genere.

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