Cemetery Lust – Rotting In Piss

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Appena ho ricevuto questo promo già il titolo mi lasciava un attimo incredulo ma nel vedere la cover ho dovuto proprio stropicciarmi gli occhi per verificare che tutto fosse vero, ho addirittura levato le lenti a contatto e messo gli occhiali riposanti per mettere a fuoco meglio; successivamente ho tolto pure gli occhiali e nulla, era proprio così, nessun fraintendimento, la cover della nuova fatica dei Cemetery Lust, “Rotting In Piss” spadroneggiava sul monitor 21” del mio pc, orgogliosa e fiera. Diavoli, vampire e demoni privi di indumenti e con organi sessuali in bella vista orinano copiosamente su un corpo crocifisso e putrefatto dalla stessa orina acida e diabolica, mentre il capo demone con il pene dell’uomo crocifisso in mano sventolato come trofeo sghignazza pacifico. Incredibile. Era da tempo che non vedevo una copertina tanto esplicita quanto grottesca al limite del comico. Non conoscevo i Cemetery Lust e sino a oggi non avevo mai avuto bisogno di conoscere entità tali, preferendo dilettarmi con sonorità black metal differenti, ma la curiosità mi spinge sempre a schiacciare il tasto play, per poi pentirmi successivamente. Ma non è questo il caso. Non avrei dato un soldo bucato a questi ragazzi di Portland, U.S.A., sulla scena estrema da quasi un decennio e con alle spalle svariati ep, demos e già due full lenght, e mi sono dovuto ricredere. Decisamente. I ragazzi ci sanno fare, non stiamo parlando dei cloni dei Dream Theater per intenderci, ma il thrash death spartano come una Fiat Panda modello base del 1986 lo sanno decisamente trattare con confidenza e padronanza. I trentatré minuti di “Rotting In Piss” scorrono con fluidità e hanno odore di marcio, le atmosfere che si respirano infatti sono quelle di uno scantinato putrido e ammuffito e orinatoi pubblici di qualche bar di un sobborgo di Calcutta; nove tracce di sadico cinismo, doppi sensi (neanche tanto doppi perché i testi sono ben espliciti), dove gli escrementi, insieme alla necrofilia, lo sperma, il sesso violento e Satana sono le tematiche fondamentali nell’arte di questi disperati americani. Questi pazzoidi sono cresciuti a birra nel biberon, Rotten, croci rovesciate, primissimi Slayer, Venom e Kreator. Il sound è quello di un t(h)rash primordiale suonato con arroganza, precisione e senza mai strafare anche se, vista la cover, potremmo pensare che si tratti di quattro sbarbatelli in preda alla mania di grandezza e di esibizionismo. Ma così non è, qui si pesta duro ragazzi, e se “Midnight Invasion” ci lancia all’interno del loro camposanto intriso di orina e liquidi seminali, “Funeral Home Massacre” ci ricorda che, oltre l’impatto emotivo e visivo alla Ghost n’Goblins, trash (volutamente senza “h”) e splatter, qui si spinge davvero, una martellata black thrash ortodossa e nichilista. I nove episodi della sagra dell’orina proseguono senza sussulti ma carichi di rabbia primordiale, a tempi sempre sostenuti; per un minimo di enfasi che non sia a 850 bpm si deve aspettare la fine del platter, con la più “atmosferica” (tra mille virgolette) “Awaiting Execution”, dove addirittura vengono utilizzate soluzioni differenti rispetto alle altre tracce, come una parvenza tastierosa ed eterea che ci accompagna fuori dal loro mondo orinoso. “Rotting In Piss” può essere interpretato ironicamente per i temi trattati e la sua cover che dire bizzarra è dir poco, ma è in primis un disco onesto di musica estrema, con radici che affondano negli anni ottanta e da lì non si smuovono, suonato in maniera sapiente da persone che si divertono senza prendersi troppo sul serio. Le chitarre sono taglienti come lame affilate pronte a tagliare croci e peni di demoni e le vocals sembrano uscire direttamente da una tomba dove un non morto rivendica un collo da mordere. Da sottolineare la produzione, davvero di buona fattura nonostante la proposta decisamente estrema del combo, al passo con i tempi ma volutamente retrò che valorizza certe soluzioni vocali di Andrew Angeldust dando ragione ai tempi che furono: no female vocals, no keyboards, ma solo tanto alcol, giubbotti in pelle, sudore, sesso e tanta orina.

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