Sid – The Living End-Chapter I: Requiem World

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Sid è un solo project italiano, dietro il quale si cela l’omonimo mastermind, personaggio già noto negli ambienti undreground per essere la mente ed il motore di interessanti realtà come Mourning Soul e Rovina. La musica proposta in questo primo vagito della creatura Sid (“The Living End – Chapter I: Requiem World” contiene pezzi composti nel 2006 che soltanto ora vedono la luce) si discosta abbastanza da quella delle bands appena citate, vicine alle classiche sonorità black di scuola norvegese: siamo infatti al cospetto di un mini concept di ambient/black metal, che dipinge scenari apocalittici, dando corpo ad inquietudine, rabbia e disperazione. L’elemento ambient si sostanzia in intermezzi dal sapore rituale, spesso accompagnati da chitarre insinuanti come serpenti, che sembrano preparare l’ascoltatore alla successiva esplosione di violenza incontrollata. Le parti squisitamente black sono molto compatte e si reggono su un muro sonoro gelido e sferzante, creando un caos annichilente nel quale gli strumenti, registrati a volume molto alto, sembrano sovrastare completamente il cantato, che peraltro è poco presente e distante dal consueto screaming, più simile invece ad un desolato rantolo di dolore. Questi due elementi sono ben bilanciati tra loro ed esempio perfetto ne è la conclusiva suite di oltre sette minuti di durata “Part IV: The Fall (Rebirth Under The End Of Time)”, l’episodio migliore del lotto, teso tra una parte iniziale colma di lugubri campionamenti, una parte centrale che sfiora lidi depressivi ed un finale devastante. Il risultato complessivo è ostico, crudele, criptico e può ricordare alcune realtà d’oltralpe come Spektr o i Blut Aus Nord meno progressivi. I Sid sono un’altra testimonianza del discreto stato di salute della scena underground nostrana.