Vrolok – Void (The Divine Abortion)

0
290

I Vrolok alimentano dall’ormai lontano 2001 la scena underground statunitense. La loro ricca discografia acquista il quinto full length grazie all’uscita di questo “Void (The Divine Abortion)”. La proposta è molto personale; spesso le soluzioni stilistiche si accostano ad un malsano funeral doom, nonostante non manchino momenti dall’andamento più sostenuto. Il disco è caratterizzato da un riffing stravagante, attraverso il quale vengono esplorate soluzioni normalmente poco enfatizzate nel black metal. L’atmosfera opprimente e sinistra che si respira dalla prima all’ultima nota rappresenta l’aspetto più riuscito dell’album; la prestazione spesso sfocia in una musica avvolgente e decisamente oscura. “Void” riesce ad accentuare la componente occulta che trasuda la musica con lo scorrere del suo minutaggio, rimarcando il suo stile solenne e severo in più di un’occasione. Le influenze rintracciabili in questo disco vanno dal più catacombale Nortt a bands come Xasthur e Black Funeral per altri aspetti. Si tratta di accostamenti indicativi che non possono inquadrare alla perfezione la proposta dei Vrolok, a causa della sua buona dose di originalità. La struttura dei brani è caotica e priva di uno scheletro ben definito; “Void” colpirà per il suo sapore necro. Con lo scorrere della musica la proposta perde qualche colpo nella qualità del songwriting ma complessivamente il disco regge bene i suoi cinquanta minuti di durata, anche grazie alla lunga title-track conclusiva che risulta un piccolo gioiello di arte nera. In conclusione, questo nuovo capitolo targato Vrolok è consigliato a chi ama il connubio tra funeral doom e black, in questo caso aggravato e appesantito (nel senso buono del termine) da un’evidente venatura occulta.