Witches Hammer – Canadian Speed Metal

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Il 1985 è un anno decisamente importante per il thrash metal più violento, anno nel quale vedono la luce alcune pietre miliari del genere come “Hell Awaits” degli Slayer, “In The Sign Of Evil” dei Sodom, “Endless Pain” dei Kreator, “The Return…” dei Bathory, “Infernal Overkill” dei Destruction, “Bonded By Blood” degli Exodus e via discorrendo. In quello stesso anno muovono il loro primo passo discografico anche i canadesi Witches Hammer, proprio seguendo le pesanti orme tracciate da questi giganti, ed anche e soprattutto dai loro connazionali Exciter, sul sentiero dello speed/thrash più furioso, incazzato e sanguinolento. Il gruppo capitanato dal singer Rayy Crude e dal chitarrista Marco Branco (in seguito nei Blasphemy di “Fallen Angel Of Doom…”, e scusate se è poco) pubblica infatti proprio nel 1985 il suo primo demo autointitolato e, nei due anni seguenti, altri due demo (“Damn Fuckin’ Rights” e “Demo 87”, pubblicati appunto nel 1986 e nel 1987), tutti rigorosamente in formato tape, per poi in sostanza cessare la propria attività, salvo qualche sparuto inedito quà e là ed una serie di raccolte celebrative più o meno complete, tre le quali rientra anche questo “Canadian Speed Metal”, originariamente edito dalla Nuclear War Now! Productions nel 2003 ed ora ristampato, con un artwork leggermente modificato, in vinile 12” dalla stessa etichetta, sempre attenta nel recuperare le uscite di culto dell’underground più putrido e grezzo, rendendo disponibile materiale non più facilmente reperibile. I Witches Hammer oggi sembrano tornati in pista e si stanno esibendo in qualche live, che potrebbe costituire il preludio ad una ripresa anche dell’attività in studio, con la pubblicazione di nuovo materiale.

Nel panorama metal degli anni ottanta, quando lo speed/thrash rappresentava l’ultima frontiera dell’estremo e gruppi come quelli sopra citati (ma anche Sarcofago, Vulcano, Mutilator e molti altri; l’elenco sarebbe veramente lunghissimo) spostavano decisamente più in alto l’asticella della violenza sonora rispetto agli standard del tempo, anche i Witches Hammer fecero sentire la loro marcia e diabolica voce, pur restando in linea di massima confinati nell’ambito della scena underground del loro paese e senza mai tingere eccessivamente di nero il loro sound, con una manciata di canzoni graniticamente legate all’allora nascente ortodossia thrash, che si mantengono comunque su un buon livello qualitativo e mettono in mostra una certa versatilità compositiva, oltre che la voglia dei nostri, ai tempi in pratica adolescenti, di spaccare tutto e fare più casino possibile. La registrazione è abbastanza nitida e potente, pur conservando una discreta dose di fango e sporcizia e quelle imperfezioni analogiche così squisitamente ottantiane, ed esalta soprattutto la prova vocale del già citato Crude, che spazia agevolmente da un ringhio ruvido e spigoloso agli urletti acuti in falsetto tipicamente speed. I Witches Hammer sono una feroce ed indiavolata macchina da riff e, pur nell’ingombrante ombra dei grandi nomi che producevano in quegli anni alcuni dei principali capolavori del genere, sono in qualche modo riusciti a ritagliarsi il loro piccolo spazio nell’albo d’oro del thrash metal, confezionando anche il loro personale classico, che risponde al nome di “Thulsa Doom”. Questa compilation è quindi una testimonianza storica che vale sicuramente la pena di recuperare se si è cultori della scena estrema degli anni ottanta, ribollente calderone e fucina di pulsioni creative metalliche che, di lì a poco, sfocieranno negli estremismi death e black. Semplicemente: canadian speed metal!

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