Barkasth – Decaying

0
397

Che l’Ucraina sia terra fertile per il metallo più nero e malvagio non è una novità pertanto nel trovarmi a recensire questo debut album dei Barkasth, provenienti da Kharkiv, so già cosa aspettarmi. E invece vengo in parte smentito! Dalla cover art, tra l’altro molto bella e inquietante, pensavo a una classica raw black metal band dalla solita qualità tipica degli Ucraini, invece al mio cospetto mi trovo una band che è dedita a un black death dalle fortissime tinte scandinave, costantemente bagnate dalle lacrime della drammaticità melodica che unisce tristezza a furia cieca. Una bestia bipolare quella dei Barkasth, che mi stupisce siano al loro esordio in quanto suonano come veterani tanta è la personalità (nonostante stiamo parlando di un genere dove le coordinate siano state delineate già quasi trent’anni fa e poco c’è da inventare) e la qualità contenuta in questo disco. Nulla è fuori posto in queste sette pietre nere che compongono “Decaying”, che si candida a essere una delle più belle sorprese underground di quest’anno. La fonte di ispirazione per i ragazzi della band deriva dall’avere un atteggiamento radicalmente negativo nei confronti della religione in tutte le sue manifestazioni, considerandola come la causa principale della percezione distorta che si ha della realtà odierna e, a tutti gli effetti, il principale indicatore del livello di ignoranza dell’uomo contemporaneo.“Decaying” è un vero e proprio manifesto d’odio nei confronti della fede, di qualsiasi tipo essa sia, condannandola come il vero problema della società contemporanea. Ma come suona questo debut album dei Barkasth?

Se volessi paragonarlo a qualcosa direi che suona caldo e avvolgente come le fiamme dell’inferno e, al contempo, freddo e letale come la lama di una spada. Il calore che viene sprigionato dai riff ti avvolge lentamente e costantemente lungo tutte le composizioni in maniera assoluta e ipnotica, dagli arpeggi in distorto che ti trascinano in preda a visioni mistiche dinnanzi a un focolare dove puoi bruciare il tuo libretto di versi sacri, passando per il più classico tema black del tremolo picking a letali palm mute di classica scuola thrash. La freddezza delle liriche intrise d’odio si unisce alle sfuriate killer sapientemente dosate tra una traccia e l’altra. “Decaying” è un disco che predilige il pathos, il sentimento, le emozioni ma che non trascura la brutalità nel senso ampio del termine, un disco totalmente eterogeneo che scorre via come un fiume in piena che trascina anime dannate nel mare della disperazione. Il trittico d’apertura è il biglietto da visita della band con l’opener “Begging By Freaks” che spiega a tutti come dovrebbe essere suonato oggi l’atmospheric black metal a forti tinte malinconiche e depressive, di sicuro un pezzo che farà gridare al miracolo a chi vive di birra e Mgla e che da solo vale l’acquisto dell’album, con un riff che parte arpeggiato e ossessivo per poi lasciare spazio a un tappeto di doppia cassa vorticoso e danzante come delle streghe attorno alle fiamme. Nella successiva “Alone” l’anima più classicamente death di matrice scandinava fa capolino: un riff lento, cadenzato e marziale, abbellito da un sontuoso solo di chitarra vi farà agitare la testa dalla foga per poi lasciarvi estasiati dal lavoro solistico delle asce dannate di Arkhonth e Goreon che, oltre a essere due ottimi chitarristi, regalano una maiuscola performance vocale alternandosi per tutto il disco tra scream e growl di fattura elevatissima. Tuttavia qui si spinge pure sull’acceleratore in maniera efferata e funesta e basta ascoltare la titletrack o l’indemoniata “Blood & Flesh”, splendidi esempi di come tirare a mille senza mai mettere da parte il groove a discapito dell’impatto: e qui un plauso va al drummer instancabile che porta il nome di Malet. Frustate di metallo anti religioso ottimamente prodotto dalla Svarga Music che ci sottolineano quanto il metal più estremo stia prendendo piede un po’ ovunque mutando, cambiando pelle ma senza snaturarsi e che ha ancora tanto, ma tanto da dire. La fiamma nera arde più che mai e anche oggi possiamo dormire e fare incubi tranquilli.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here