The True Endless – Legacy Of Hate

0
193

Gli italiani The True Endless, attivi dall’ormai lontano 1997 e da sempre molto produttivi, giungono all’invidiabile traguardo del sesto full length album, ma alla loro sterminata discografia bisogna aggiungere innumerevoli uscite nei più svariati formati (demo, split, ep), come nella migliore tradizione underground. In questo “Legacy Of Hate” la band novarese dimostra una certa propensione al (moderato) cambiamento, pur mantenendo sostanzialmente invariate le caratteristiche di fondo del proprio sound, che resta saldamente ancorato alla vecchia scuola scandinava ed alla lezione dei primi Mayhem, Bathory, Hellhammer e Celtic Frost. Abbandonate le strutture più criptiche e spigolose di un disco come “1888 From Hell”, i nostri approdano ad una sorta di heavy black metal dalle sfumature melodiche e dal piglio epico, graziato dai suoni professionali frutto della masterizzazione agli svedesi Endarker Studios di Magnus Devo Andersson dei Marduk. La resa sonora ha comunque un approccio raw, come in ogni produzione targata The True Endless, anche se meno grezzo rispetto al passato, ed in particolare il basso è spesso ben in evidenza, cosa che conferisce ai pezzi una certa profondità e compattezza. In questa occasione il gruppo sembra prediligere le atmosfere avvolgenti alla furia belluina ed infatti i tempi dilatati prevalgono sulle sfuriate al fulmicotone, benchè la violenza non sia di certo assente. Per rendersi conto di quanto appena detto sarà sufficiente ascoltare l’opener “Admission Of Chaos”, il cui riffing ipnotico presenta influenze provenienti in egual misura da Merrimack, Massemord ed ultimi Watain; o “Perverse Vision”, che parte come una nenia di morte per divenire nella sua parte finale una cavalcata infernale dall’afflato pagan/folk, con echi che riportano alla mente gli Ancient Rites; od ancora la conclusiva “Pursission”, pezzo sulfureo ed arcano cantato in antico dialetto novarese. Ma è la title track ad incarnare perfettamente quello che si potrebbe definire il nuovo corso dei The True Endless, con il suo andamento insieme feroce e magniloquente. Il cantato di M., con il suo timbro più cavernoso e gutturale rispetto al classico screaming, a volte più potente a volte maggiormente amalgamato tra gli strumenti, appare particolarmente adatto a questo genere di sonorità. Nota di merito per l’artwork, con raffigurazioni suggestive di Gustavo Dorè, che ben rappresentano il concept dell’album, legato alla guerra come strumento di affermazione violenta della religione cattolica nel corso dei secoli. Se amate il black metal tradizionale ma non appiattito nella ripetizione sistematica dei consueti stilemi, date con fiducia un ascolto a questo “Legacy Of Hate”: non vi deluderà.